Quanto è “salato” il mare!

Caro spiaggia Tutto ha un prezzo, tintarella compresa…e la sabbia inizia a scottare sotto i piedi degli italiani! Le famiglie spendono nel nostro Paese una media di 35 euro per una giornata al mare. Ombrelloni e lettini più cari d’Europa dunque, lo rivela una ricerca del Codacons, che ha preso in esame la giornata tipo di due bagnanti in diversi Paesi. L'indagine - spiega l'associazione - ha considerato l'affitto per una giornata di un lettino, una sdraio ed un ombrellone e ha tenuto conto anche dei consumi alimentari (due bottiglie d'acqua e due panini acquistati in spiaggia).

La spesa però sale fino a 50 euro, se gli stessi acquisti vengono fatti in località più esclusive o in stabilimenti di livello superiore.
Andando oltre confine però ci si rende conto dell’esagerazione! Per i medesimi servizi, in Croazia una coppia spende mediamente 20 euro, contro i 22 euro della Grecia e i 24 euro complessivi della Spagna. In Turchia, invece, una giornata al mare costa mediamente 25 euro per due persone. Più care dell'Italia, solo Francia e Germania, dove un lettino, una sdraio ed un ombrellone, insieme ai consumi alimentari, costano mediamente 40 euro a coppia in Francia e 36,5 euro in Germania. Differenze di prezzo, sottolinea il Codacons, "giustificate da un servizio di livello superiore e stipendi sensibilmente più elevati rispetto al nostro Paese".

I diritti dei bagnanti
Risparmiare però è sempre possibile. Basta scegliere la spiaggia libera, ben consapevoli però dei propri diritti al sole. Stando ai dati riportati dal Sole 24 Ore infatti in Italia ci sarebbero 7.500 chilometri di coste, dei quali solo 3.950 balneabili. Di questi una percentuale che oscilla tra il 40% e il 50% è soggetta a occupazione di aree demaniali, ovvero ad accesso riservato perché occupata da stabilimenti balneari.
In senso giuridico, secondo quanto previsto dal Codice Civile all'articolo 822 e seguenti, il demanio è costituito dai seguenti beni: il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti, i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia (si vedano anche gli articoli 28 e 29 del Codice Navale). Tali beni possono anche appartenere alle regioni, alle province o ai comuni, costituendo così il demanio regionale, provinciale o comunale, ma sono ugualmente soggetti al regime del demanio dello Stato.
È bene tenere presente che sui beni demaniali si esercita l'uso pubblico, cioè la collettività ne può godere i benefici direttamente come nel caso delle spiagge o dei musei, salvi i diritti derivanti dalla concessione eventualmente fatta a favore di privati e che, in caso di gravi violazioni concernenti gli obblighi derivanti dalla concessione, quale per esempio quello di comprimere in modo intollerabile il libero accesso alla spiaggia e al mare, questa può essere anche revocata.

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