Bollette più leggere per le imprese

Costo della energia Rientra nella manovra estiva del Governo contro la disoccupazione e a sostegno dell'imprenditoria italiana l'accordo siglato con l'Eni. Il principale fornitore di gas si impegna a praticare significativi sconti sulla vendita dell'energia all'ingrosso.

Il provvedimento è contenuto nello specifico all'articolo 3 del decreto anticrisi, dove si parla di "Riduzione del costo dell’energia per imprese e famiglie". A beneficiare dell'accordo principalmente le aziende definite "energivore", ossia costrette a sostenere grossi consumi energetici.
Si tratta nello specifico di imprese del vetro, della carta, della ceramica e dell’acciaio. Il provvedimento che viene avviato si chiama "gas release" e prevede una cessione di metano a prezzi scontati dall’Eni.

L'accordo
I termini dell'intesa sono i più rigidi cui l'Eni sia stata sottoposta negli ultimi anni. La società del cane a sei zampe infatti dovrà cedere a prezzi politici cinque miliardi di metri cubi a valere sull’anno termico 2009-2010. Si partirà cioè dal prossimo autunno e si andrà avanti secondo una cadenza mensile. Negli anni precedenti, per sfuggire ai rilievi sulla concorrenza delle Autorità di controllo, Antitrust e Energia, il gruppo di Paolo Scaroni si era impegnato a rilasciare 2,3 miliardi di metri cubi l’anno nel periodo 2004-2008 e 1,5-2 miliardi di metri per il 2007 e il 2008.

Beneficiari
A poter acquistare il gas, dice il decreto, saranno le aziende che per la loro attività ne consumano parecchio. Quelle, per intendersi, che fanno parte del consorzio Gas Intensive: circa 240 imprese che assorbono più o meno il 70% dei consumi industriali di metano in Italia (pari in tutto a circa 15 miliardi di metri cubi l’anno su più di 80 miliardi di metri cubi nazionali).

Il costo dell’energia
La posta in gioco non è di poco conto. Se si guarda ai prezzi Platt’s del metano, si vede che il differenziale tra quelli europei e quelli italiani è in questo momento a favore dei primi di circa 34 centesimi al metro cubo: 10-11 all’estero, 13-14 in Italia. Si tratta, insomma di una differenza di un 20% circa, si sostiene dalle aziende del cosiddetto «tavolo della domanda», margine che si è riproposto in termini più o meno simili anche in inverno, quando in Europa il metro cubo aveva un prezzo di 20 centesimi e in Italia di 25-26 cents. Questa volta, per di più, e a differenza delle precedenti versioni delle «gas release» (che per le imprese aventi diritto si risolvevano in un semplice ritorno economico, tramite il sistema dei mandati a vendere il metano acquistato a prezzi scontati) le aziende avranno anche il diritto di avvalersi degli stoccaggi, incrementando la loro flessibilità di utilizzo del gas. A lamentarsi del provvedimento sono stati finora i rappresentanti dei consumatori e delle piccole imprese, come quelle artigiane, che lamentano di essere stati tagliati fuori dai vantaggi dell’operazione. Per loro, in teoria, sarebbe possibile pensare a consorzi di acquisto. Ma nell’immediato la prospettiva appare di difficile praticabilità.

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