Assegni familiari: aumentano i limiti di reddito per incassarli

Assegni familiari, si cambia. Dal primo luglio 2013 i limiti di reddito utili per prendere l'assegno per il nucleo familiare aumentano del 3%, come confermato dalla circolare n. 84/2013 dell’Inps che contiene la nuove tabelle. Sulla base della legge legge n. 153 del ’98, istitutiva dell’Anf (Assegno al nucleo familiare), dall’uno luglio fino al 30 giugno dell'anno prossimo i livelli di reddito da prendere in considerazione vanno ritoccati in misura pari alla variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo calcolato dall'Istat.

Le tabelle aggiornate che indicano l'aumento dei limiti di reddito sono relative alle diverse tipologie di nucleo familiare. Ad esempio il limite di reddito minimo annuo della tabella 11 relativa alla generalità dei casi (ovvero il nucleo con entrambi i genitori e almeno un figlio e nessun componente inabile) sale a 14.198,48 euro mentre rimane uguale l’importo dell'assegno mensile: 137,5 euro per 3 componenti; 258,33 euro per 4 componenti il nucleo.

Le nuova disciplina si inserisce nel solco della legge 296 del 2006 che ha modificato la normativa precedente in materia. Con la finanziaria 2007 dall’uno gennaio di quell’anno è infatti entrata in vigore la rideterminazione dei livelli di reddito e degli importi dell'assegno relativi ai nuclei familiari con entrambi i genitori o un solo genitore, e con almeno un figlio minore, in cui non siano presenti componenti inabili (tabelle numero 11 e 12).

La stessa legge prevede (tabelle 13-19) un aumento dell'importo dell'assegno del 15% per le altre tipologie di nuclei familiari con figli. Per il calcolo dell’assegno familiare in presenza di nuclei numerosi (con almeno 4 figli o equiparati di età inferiore a 26 anni) rilevano al pari dei figli minori anche i figli di età superiore a 18 anni e inferiore a 21 anni compiuti purché siano studenti o apprendisti.

Per la determinazione dell’Anf si deve necessariamente tenere conto di tutti i figli ed equiparati presenti nel nucleo familiare di età inferiore a 26 anni. E ciò in maniera indipendente dal carico fiscale, dalla convivenza, dallo stato civile e dalla qualifica, cioè se i figli siano studenti, apprendisti, disoccupati o lavoratori.

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