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Ddl Sviluppo: l'Italia apre al nucleare

Pubblicato: 10 lug 2009 da Dust

Energia nucleare Approvato in quarta lettura il Ddl sviluppo introduce alcune significative novità nel nostro Paese. Prima tra tutte l’introduzione per norma di legge del nucleare, bocciata con un referendum nel lontano 1987.

Nucleare al debutto
A 22 anni dal referendum che bocciò l’uso dell’energia atomica, l’Italia si impegna a darsi un impianto legislativo per riabbracciare il nucleare. Il ddl prevede infatti che entro sei mesi il governo predisporrà la normativa per la localizzazione delle centrali oltre che dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. Sarà il Cipe a definire le tipologie degli impianti. I siti potranno essere dichiarati “di interesse strategico nazionale” e quindi soggetti anche a controllo militare, come già avviene per le discariche dei rifiuti. A vigilare sulla sicurezza delle nuove centrali, dalla costruzione, alla gestione e al successivo smaltimento delle scorie sarà l’Agenzia per la sicurezza nucleare.

Questa parte del provvedimento ha scatenato durissime reazioni e critiche dal mondo ambientalista e da alcuni amministratori locali di aree che potrebbero essere interessate dalla costruzioni di nuove centrali, come il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e quella del Piemonte Mercedes Bresso.

Class Action
Novità non secondaria anche l’ulteriore rinvio a gennaio 2010 del debutto della class action. Dopo aver bloccato l’introduzione della possibilità per i consumatori e gli utenti dei servizi pubblici di fare causa comune in tribunale (era stata prevista dalla Finanziaria 2008 del governo Prodi), il ddl riapre ora questa possibilità, ma ne esclude la retroattività, rendendola quindi impossibile per alcuni degli scandali più dolorosi degli ultimi anni, come quelli Cirio e Parmalat.

Editoria
Ritornano in sella i 70 milioni di euro per il fondo per l’editoria per ciascuno degli anni 2009 e 2010. Dunque 140 milioni di euro in due anni che vengono coperti con l’aumento della Robin tax.

Robin Tax
Passa dal 5,5% al 6,5% la maggiorazione dell’aliquota ordinaria Ires a carico delle aziende petrolifere e dell’energia elettrica, con cui si andranno a finanziare gli stanziamenti per l’editoria.

Assicurazioni
Via libera definitivo al contratto di durata poliennale. Lo potrà proporre l’assicuratore al posto di una copertura di durata annuale a fronte di una riduzione del premio. Scatteranno però delle penalità nel caso di recesso.

Prezzo benzina
Giù il prezzo della benzina nelle Regioni che ospitano impianti di estrazione. Aumenta infatti dal 7% al 10% l’aliquota di prodotto che il titolare di ciascuna concessione di coltivazione è tenuto a corrispondere e contestualmente viene istituito il fondo per la riduzione del prezzo dei carburanti per i residenti nelle regioni interessate dall’estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi.

Bollo auto e gas
Le Regioni possono esentare dal pagamento della tassa automobilistica per 5 anni le auto e i veicoli commerciali che passano al Gpl o al metano. Altri punti del ddl riguardano infine le procedure per operare privatamente nel settore ferroviario, per tutelare il made in Italy dalle contraffazioni e per introdurre maggiore trasparenza nele tariffe marittime.

Fonte: La Repubblica

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • kjsdhfkjbc

    10 lug 2009 - 09:48 - #1
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    Vi posso assicurare che non esiste nessun’altro paese al mondo dove una consultazione popolare sia stata calpestata in questo modo. Una sola cosa vi posso assicurare: quando arriveremo alla localizzazione dei siti, ne vedremo delle belle….

  • alexandroz

    10 lug 2009 - 10:52 - #2
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    invece non succederà un bel niente perchè la gente sarà affamata dalla crisi ed il paese velatamente militarizzato quindi il nostro destino si compirà nuovamente, ovvero sottomessi per nostra volontà.

  • cosimow

    12 lug 2009 - 11:12 - #3
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    La scelta è tragica sotto diversi punti di vista: ambientale, sanitario, economico. Ma anche sotto l’aspetto del metodo democratico è un passo indietro pericoloso (peraltro recidivo):
    http://www.avanzidipopolo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=610:ddl-sviluppo-nucleare-manu-militari&catid=37:inquinamento&Itemid=58

  • ExTrEmE

    20 lug 2009 - 23:35 - #4
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    Ma piantiamola per favore con queste storie!
    Nulla è stato calpestato. I referendum non riguardavano la possibilità di uso o meno dell’energia nucleare, bensì modalità di finanziamento della costruzione delle centrali.
    Perchè invece di usare il “frasario” dei partiti di riferimento non vi informate un po’ da soli? Andate a leggervi i quesiti (3) del referendum.. e vi accorgerete che da nessuna parte veniva chiesto “il parere” del popolo riguardo all’uso o meno del nucleare.

    Per quanto riguarda il nucleare, preferite quindi continuare a pagare l’energia prodotta dagli altri (con le centrali atomiche) ed importata in italia?
    L’ideale sarebbe iniziare la costruzione delle centrali ed al contempo portare avanti lo sviluppo dello sfruttamento delle forme di energia rinnovabile.
    Un passo piccolo è stato fatto con l’obbligo di installare almeno 1kw da fonte rinnovabile sui nuovi edifici.
    Con il parallelismo delle due cose potremmo trovarci magari tra 15 anni energeticamente indipendenti.. con notevoli risparmi per tutti.

    O pensate davvero di alimentare un paese, ad oggi, con il sole ed il vento??

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