Badanti, regolarizzazione selettiva all’orizzonte

Regolarizzaziaone badanti Ancora in bozza il provvedimento che riguarderà la regolarizzazione di badanti comunitarie ed extracomunitarie sta già facendo parlare di sé.
Stando alle prime anticipazioni, infatti, per mettere in regola una collaboratrice domestica extra UE ci vorranno 500 euro. La grande novità poi riguarda il fatto che il datore di lavoro, nei soli casi di impiego per i servizi alla persona e alla famiglia, dichiarerà allo Stato l'attività svolta dallo straniero, ma anche dall'italiano ottenendo una sorta di condono contributivo, previdenziale e fiscale.

Clandestini nel mirino
Nessun condono però per gli stranieri clandestini che siano entrati nel Paese oltre i tre mesi precedenti all'entrata in vigore della legge.
Il nuovo reato di immigrazione clandestina, insieme al Ddl sicurezza che lo contiene, già approvato definitivamente dal Parlamento, entrerà comunque in vigore non prima della norma sulla regolarizzazione. In questo modo si potrà escludere qualunque possibile arresto di badanti e colf, o perlomeno espulsioni decise a seguito di un giudizio del tribunale. Per il testo sulla sicurezza si parla di una pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale - dopo la firma, che ancora non c'è, del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - ad agosto.

Lotta al sommerso
Il balzello di 500 euro dovrebbe garantire a lavoratore e datore di lavoro la non punibilità, trattandosi di una vera e propria emersione di attività sommerse. Saranno posti, poi, alcuni paletti per impedire almeno la sanatoria dei delinquenti: dalle istanze, per esempio, andranno esclusi i soggetti con sanzioni penali o espulsi per motivi di pubblica sicurezza. Resta da capire se potrà essere evitato che si regolarizzi con la semplice dichiarazione e il forfait anche chi non ha mai svolto lavori domestici.

Tra gli altri requisiti ipotizzati, quello per i datori di lavoro stranieri che dovrebbero essere “lungo soggiornanti” cioè avere un permesso di lungo periodo, rilasciato dopo i primi cinque anni di soggiorno regolare: in questo modo si dovrebbe evitare un meccanismo di elusione delle norme, già accertato con i controlli del Viminale sugli elenchi delle domande per il decreto flussi: sono stati scoperti numerosi finti datori di lavoro stranieri, in combutta con gli altrettanto finti lavoratori per i quali si chiedeva l'assegnazione della quota.

Fonte: Il Sole 24ORE

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