Lavoro: altri 123mila posti a rischio nel 2013

Dopo la Cgil tocca oggi alla Cisl lanciare l’allarme occupazione. Per il sindacato guidato da Raffaele Bonanni nel 2013 si rischiano di perdere ulteriori 123mila posti di lavoro, dopo i 674mila persi nell’ultimo lustro.

Tra il 2008 e il 2012 secondo il rapporto sull’industria dell’ufficio studi del sindacato di ispirazione cattolica l’Italia ha lasciato sul terreno il 2,4% di occupazione, il 6% di Pil, il 4,3% dei consumi delle famiglie e il 20% degli investimenti.

E nel giorno della Festa della Repubblica, Bonanni si concede a una facile quanto amara battuta:

Rischiamo di diventare una Repubblica fondata sul non lavoro. Oggi è il 2 giugno, una ricorrenza importante. Ma c'è poco da festeggiare.

Il segretario confederale sollecita un provvedimento straordinario sulla tassazione:


Occorre uno choc fiscale, un provvedimento straordinario per dimezzare le tasse, far ripartire la nostra economia, sollevare i salari ed i consumi.

Contestualmente, dice Bonanni, urge:

incentivare fiscalmente la creazione di nuovi posti di lavoro. Sarà questa la richiesta forte che faremo al Governo nel corso del nostro Congresso della Cisl e nella manifestazione unitaria che abbiamo programmato il 22 giugno a Roma.

Ieri era stato il maggiore sindacato italiano, la Cgil di Susanna Camusso, a denunciare - con uno studio per la verità contestato nel merito e nel metodo - che seppure l'Italia dovesse agganciare la ripresa economica i livelli occupazionali pre-crisi (del 2007) sarebbero recuperati solo nel 2076, quando si contavano 25.026.400 unità di lavoro standard.

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