Professioni che non vanno in crisi

Professioni crisi Non sono ottimistiche le previsioni degli imprenditori per il 2009, secondo cui si assisterà ad un calo dell’1,9% dell’occupazione dipendente, ma qualche isola felice ancora c'è.
Stando ad uno studio di Unioncamere infatti nei prossimi mesi ci sarà una grande domanda di infermieri, fisioterapisti, farmacisti e altre professioni legate alla salute. Ma anche progettisti elettronici, programmatori e sviluppatori informatici e professioni legate al risparmio energetico e alla tutela ambientale.

Sono queste alcune delle professioni ‘introvabili’, quelle cioè di più difficile reperimento, che emergono dalla lettura dei dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il ministero del Lavoro. E questo nonostante le previsioni formulate da 100mila aziende, con almeno un addetto, indichino quest’anno una flessione del lavoro dipendente nell’industria e nei servizi pari a quasi 213mila unità rispetto allo stock di fine 2008 (-1,9%).

“Excelsior mostra che le imprese italiane, in quest’anno difficile per l’economia a livello internazionale, hanno fatto il massimo sforzo per mantenere quanto più possibile le risorse presenti in azienda”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Ciò dipende dal particolare modello produttivo italiano - ha spiegato - contraddistinto dalla presenza della piccola impresa diffusa, profondamente radicata sul territorio. E’ un modello produttivo che ha una forte valenza anche di tenuta sociale e che ha il suo punto di forza nelle produzioni di qualità. E, soprattutto per le piccole imprese, qualità delle produzioni significa innanzitutto qualità del capitale umano: ecco perché le nostre aziende stanno ancora di più puntando su assunzioni qualificate”.

Professionisti cercasi
Pur in un contesto di ridimensionamento in termini assoluti delle assunzioni previste per il 2009, dunque, Excelsior evidenzia una crescita relativa delle entrate di figure professionali maggiormente qualificate (che negli ultimi 5 anni passerebbero così dal 17% al 22% delle assunzioni programmate), nonchè degli impiegati e delle professioni commerciali (dal 31% al 37%). Decrescono, invece, in misura considerevole gli operai, gli assemblatori e i conduttori di impianti (dal 35% al 29% delle entrate totali nello stesso intervallo di tempo), mentre sostanzialmente stabile risulta la richiesta di personale non qualificato.

Salute, innovazione ed energia
Nel gruppo professionale dei dirigenti, degli impiegati con elevata specializzazione e dei tecnici, che concentra nel complesso circa 113mila assunzioni (erano 172mila nel 2008), la mappa degli ‘introvabili’ (cioè dei profili professionali che concentrano quote importanti di domanda di lavoro, ma per le quali le imprese dichiarano di avere forti difficoltà di reperimento) pone al primo posto gli infermieri, gli addetti alla logistica, gli addetti al marketing, i responsabili della produzione e del controllo della qualità e i fisioterapisti. La difficoltà di reperimento di questi profili supera, infatti, il 40%.

In termini assoluti, si conferma comunque elevata la richiesta di ‘informatici e telematici’ (5.600 assunzioni previste), mentre risulterebbe in crescita relativa la richiesta di ‘specialisti della gestione e del controllo delle imprese private’ (2.400 assunzioni e un’incidenza percentuale pari al 10,1%, contro il 7% del 2008). In aumento, seppur anche in questo caso in termini relativi, anche la richiesta di ‘specialisti in contabilità e problemi finanziari’, ‘farmacisti’, ‘insegnanti di sostegno’ e ‘tecnici delle costruzioni civili e assimilati’.

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