Germania, Fmi abbassa le stime di crescita del Pil

Dimezzate dallo 0,6% al 0,3% le prospettive di crescita, ma dalla fine dell’anno la situazione dell’Eurozona migliorerà

Il Fondo Monetario Internazionale ha abbassato le stime del Pil del 2013 per quanto riguarda la crescita economica della Germania. La “locomotiva” dell’UE, a quanto pare, ridurrà il passo del 50%, passando dal previsto 0,6% a un più cauto 0,3%.

Secondo l’FMI esistono significativi rischi sulle prospettive e per questo motivo sarà importante evitare “un risanamento eccessivo”. Secondo l’Article IV relativo a Berlino la solidità del sistema bancario è migliorata ma restano debolezze. Il Pil dovrebbe crescere “soltanto” dello 0,3%

con una graduale ripresa alla fine dell’anno condizionata da un’ulteriore e tangibile riduzione dell’incertezza a livello europeo.

Già, proprio oggi da Shangai, il presidente Mario Draghi ha dichiarato, durante una conferenza finanziaria in quella che è la capitale economica cinese, come nella fase finale dell’anno sia atteso un “miglioramento graduale della situazione finanziaria dell’eurozona”.

Secondo Draghi

la situazione dell’eurozona resta difficile, ma qualche segnale di una possibile stabilizzazione è apparso ed il nostro scenario continua a essere quello di un miglioramento.

Nella parte finale del 2013, quando la Germania si sarà messa alle spalle le elezioni politiche e si sarà capito se il suo orientamento sarà più o meno europeista di quello di Angela Merkel, la crescita comincerà a salire in maniera più sensibile.

Secondo l’FMI l’allentamento fiscale di quest’anno è un’ottima mossa così come le riforme strutturali che dovrebbero consentire un’armonizzazione con le iniziative europee e offrire chiarezza sul panorama finanziario emergente.

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