Pensioni: assegni sempre più leggeri

La sostenibilità del sistema pensionistico mostra una buona tenuta ma in futuro gli assegni saranno sempre più leggeri. Secondo il Rapporto della Ragioneria generale dello Stato sulle tendenze di medio periodo del sistema previdenziale e socio-sanitario la situazione può dirsi sotto controllo anche per gli effetti dell'ultima riforma di fine 2011: la spesa per le pensioni in rapporto al Pil è ora sotto controllo. E se in un futuro sempre più prossimo gli assegni caleranno ancora poco importa.

La Ragioneria generale riconosce insomma i meriti della riforma dell’ex ministro del lavoro Elsa Fornero che ha fatto aumentare i requisiti per le pensioni di vecchiaia, chiuso alle uscite per anzianità, sancito il passaggio pro quota al contributivo come criterio unico di calcolo delle pensioni e aggiornato i coefficienti di trasformazione. Che poi la riforma abbia creato il problema degli esodati, ancora in via di risoluzione, con una platea di centinaia di migliaia di persone rimaste senza pensione e senza stipendio, questo alla Ragioneria generale non sembra interessare molto.

I tassi di sostituzione saranno quindi in calo nei prossimi anni, rendendo meno adeguate pensioni che già sono tra le più basse d’Europa. Le previsioni di lungo periodo della Ragioneria dello Stato confermano che i tassi di sostituzione, ovverosia il rapporto tra la prima pensione liquidata e l'ultimo stipendio incassato, tenderanno a decrescere nei decenni a venire. Per fare qualche esempio, un lavoratore dipendente con 38 anni di contributi che si ritira a 65 anni e 4 mesi, passerà dall’83,2% del 2010 al 77,6% nel 2030. Per un lavoratore autonomo va anche peggio: per gli stessi anni di anzianità contributiva e ritirandosi a 65,7 anni d'età si scende dal 94% del 2010 al 68,6% del 2030.

L’unica forma di compensazione sarebbe rappresentata, appunto “grazie” ai nuovi coefficienti, dalla possibilità di continuare a lavorare fino all’età di 70 anni, magari portandosi dietro il bastone ma con la prospettiva di far risalire, anche di diversi punti, il tasso di sostituzione.

© Foto TMNews

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