Congedo parentale, pari diritti per mamma e papà

Congedo parentale Varata il 3 settembre scorso la direttiva sul congedo parentale intende proteggere i lavoratori e le lavoratrici europee dalle discriminazioni garantendo a padri e madri l'esercizio di questo diritto. La notizia, divulgata in anteprima da Job24, ha una grande rilevanza per i lavoratori dipendenti, che potranno godere di un congedo parentale di quattro mesi, anzichè i tre attuali. Inoltre al ritorno i lavoratori potranno godere di orari flessibili come diritto se lo vorranno.

Cosa cambia?
Più flexecurity dall’Europa dunque! Stando alle nuove disposizioni normative infatti i lavoratori saranno protetti da discriminazioni derivanti dalla richiesta o dall'esercizio del congedo parentale. La ripresa dell'attività professionale dopo il periodo di congedo sarà facilitata, segnatamente accordando ai lavoratori il diritto di richiedere orari di lavoro flessibili.

La direttiva ben si colloca all’interno delle politiche dell'UE, allineandosi alla strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione. L’intento principale è naturalmente quello di appiattire le differenze di genere dando uguali diritti per la fruizione del congedo ad entrambi i genitori.

L'accordo stabilisce tuttavia solo i principi generali relativi al congedo parentale e lascia agli Stati membri la decisione sulle modalità applicative di tali principi. Grazie a frequenti riferimenti al potere discrezionale degli Stati membri e delle parti sociali a livello nazionale in una serie di settori, l'accordo e la proposta evitano di essere eccessivamente vincolanti e lasciano una notevole libertà per l'adattamento delle disposizioni al mercato del lavoro dello Stato membro interessato.

Cosa prevede la nostra normativa?
Come riportato dall’Inps nei primi otto anni di vita del bambino il padre e la madre, lavoratori dipendenti, hanno diritto ad assentarsi dal lavoro anche contemporaneamente, ma per un periodo complessivo non superiore agli 11 mesi.
La legge, a partire dal 1° gennaio 2007, ha previsto anche per alcune categorie di lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Gestione separata (collaboratori a progetto, titolari di assegni di ricerca e collaboratori coordinati e continuativi presso la PA), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, la possibilità di usufruire di un congedo parentale di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino oppure entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato.
Anche le lavoratrici autonome possono usufruire del congedo parentale, per tre mesi entro il primo anno di età del bambino e con l'obbligo di astensione dal lavoro. Ai padri lavoratori autonomi non è riconosciuto il diritto al congedo parentale.

Scarica il testo della direttiva

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