Acquisti online, diritto di recesso ad ostacoli

Diritto di recesso I diritti di recesso sugli acquisti a distanza come quelli effettuati su Internet sono a rischio. Lo denuncia l’associazione Codici che segnala una recente Direttiva in discussione a Bruxelles.
Sebbene ordinare e comprare servizi e merci, in particolare prenotazioni di viaggi e soggiorni a
distanza, tramite internet, sia una pratica altamente diffusa tra gli italiani (circa il 22,7 per cento dei navigatori utilizza internet per acquistare beni secondo l’Istat) sembra che l’Unione Europea stia per cancellare con un colpo di spugna tutti i diritti dei consumatori.

Direttiva in approvazione
Le vendite “fuori dai locali commerciali” e “a distanza” sono disciplinate dalle direttive 85/577/CEE e 97/7/CE. Esiste, però una proposta di direttiva sul diritto di recesso, tutt’ora in esame alla Commissione Europea, che, se dovesse essere accolta, rappresenterebbe, certamente un indubbio passo indietro per gli acquisti a distanza e per la tutela degli interessi del cittadino consumatore.

Tempistica
Tra le questioni “calde” in esame i termini di decorrenza per recedere dal contratto. Più precisamente, nella proposta il termine, fissato a 14 giorni, contro i 10 della protezione assicurata in Italia dal Codice del Consumo, dovrebbe decorrere “dal giorno in cui il consumatore firma il buono d’ordine e qualora quest’ultimo non sia su supporto cartaceo, da quando riceve una copia dell’ordine su un altro mezzo durevole”, e non, come avviene ora dalla ricezione del bene.
Stando così le cose, la possibilità, per il consumatore che riceve il bene, di non recedere più dal contratto essendo decorsi i giorni per il ripensamento, non è affatto bassa.

Rimborso ad ostacoli
Altre insidie si annidano rispettivamente nell’art. 16.2 e art. 17 nelle parti in cui si afferma che il commerciante è legittimato a “trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto o ritirato tutti i beni oppure finché il consumatore non abbia dimostrato di aver restituito i beni” e che “il consumatore restituisca i beni o li consegni al commerciante o ad un terzo autorizzato a riceverli entro 14 giorni dalla data in cui comunica il suo recesso”.

Più responsabilità per il consumatore
Ancora da rivedere sarebbe il comma 2 dell’art.17 nella parte in cui si prevede che il consumatore resta responsabile della “diminuzione del valore dei beni risultante da una manipolazione oltre a quella necessaria per accertare il valore e il funzionamento del bene”.

Leggi il comunicato di Codici
Normativa UE sugli acquisti a distanza

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