L’“altra economia” che piace

Altra economiaGenera da sola il 3,82% del Pil Italiano, genera un valore aggiunto di 27 milioni di euro e impiega il 6% degli occupati, garantendo uno stile di vita sostenibile e a impatto zero. Formato da una rete di 235.000 istituzioni senza scopo di lucro, il così detto terzo settore ha impostato un vero e proprio “modus vivendi” per una parte della società. Non di sola agricoltura biologica vive l’altra economia, che si alimenta progressivamente di nuovi circuiti commerciali su svariati canali settoriali.

In occasione della pubblicazione del Primo rapporto nazionale sull'altra economia in Italia e dell’inaugurazione della Festa Nazionale dell'Altra Economia 2009 a Roma.

Tutt’altro che fenomeno di nicchia i principi dell’altra economia si stanno diffondendo in tutti i settori.

L'agricoltura biologica. Primo in Europa per numero di operatori (49.654, nonostante il calo dell'1,2% del 2008) e secondo dopo la Spagna per superficie coltivata (oltre un milione di ettari) il nostro Paese vanta un mercato biologico da tre miliardi di fatturato, l'1,4% del mercato alimentare nazionale.

I canali di distribuzione. Dai supermercati ai GAS (gruppi solidali d'acquisto) sono diversi i canali di distribuzione che raggiungono ormai anche le mense scolastiche, dove i pasti bio sono diventate quasi 800 dalle iniziali 70.

Commercio equo e solidale. In Italia la maggior parte dei prodotti equi e solidali vengono acquistati nelle 'botteghe del mondo', passate dalle 47 del 1990 a circa 575 nel 2007. Ma di recente si è molto rafforzato anche il canale della grande distribuzione.

Finanza etica. La validità degli investimenti etici, microcredito e microfinanza è emersa in particolare nel pieno della crisi globale che ha fatto emergere i problemi dell'economia di mercato e del sistema capitalistico. E istituzioni finanziarie come Banca Etica hanno visto moltiplicare i correntisti. La finanza etica, si legge nel Rapporto, "è un tentativo di riagganciare l'uso del denaro alla realtà, aggirare l'alienazione dell'economia immateriale e riportare le relazioni sociali al centro dello scambio". Secondo l'Abi (Associazione bancaria italiana) circa il 70% delle banche promuove ogni anno almeno un'azione di microfinanza. Mentre il numero degli operatori specializzati è limitato: i primi sono stati le MAG (Mutua Auto Gestione), cooperative finanziarie autogestite che raccolgono il risparmio tra i propri soci per finanziare progetti di elevata utilità sociale. Poi sono nate la Banca Popolare Etica, che offre veri e propri prodotti finanziari, e PerMicro, società specializzata nel microcredito.

Risparmio ed energie rinnovabili. Negli ultimi anni si è registrato un incremento delle nuove fonti rinnovabili. Al momento, si legge nel Rapporto, il contributo dell'eolico è pari all'8%, quello delle biomasse e dei rifiuti al 10% e quello del solare allo 0,33%. Tuttavia nel 2008 è aumentato l'interesse per la fonte solare, la produzione di energia è salita in un anno di circa il 395%. Nello stesso annoil giro d'affari è stato di 400 milioni di euro; il settore dà lavoro a circa 10.000 persone.

Software libero. Requisito indispensabile del software libero è il codice sorgente aperto. "Solo in questo modo - spiegano gli autori del Rapporto - ogni utente ha la libertà di modificare il software a seconda delle proprie esigenze e di condividere le proprie modifiche con altri utenti". Dall'ultimo rapporto Istat emerge che in Italia il 12,9% delle imprese ha adottato sistemi operativi liberi: "la maggiore penetrazione si registra tra le aziende più grandi, raggiungendo il 42,52% tra le imprese con oltre 250 dipendenti".

Turismo responsabile. In Italia esiste dal 1998 l'AITR, associazione italiana per il turismo responsabile, che conta 70 soci, tra i quali 7 tour operator, 11 Ong, 9 associazioni nazionali, 40 cooperative di viaggio e una decina di piccole associazioni. In base a un sondaggio condotto nel maggio di quest'anno il 15,3% degli italiani ha già fatto un'esperienza di turismo responsabile, il 23,1% si dichiara "molto interessato" e il 61,8% "abbastanza interessato". In base a un'altra indagine, i turisti 'responsabili' in Italia sono 50 mila. Destinazioni preferite: Senegal, Perù e Marocco. In Italia si prediligono i parchi e le riserve naturali.

Fonte: La Repubblica

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