Professionisti sull’orlo della crisi

Professionisti in crisi Soffia forte il vento della crisi sugli studi professionali, per i quali si stima un calo di impieghi del 15%.

A dare i numeri la stima degli Ordini che cita casi illustri come Foster, Bonelli, White & Case.
In Italia le stime del Cup (Comitato unitario degli ordini e dei collegi professionali) per il 2009 prevedono quasi 300 mila posti di lavoro persi da liberi professionisti a partita Iva che non possono contare su ammortizzatori sociali o misure di tutela straordinarie. Specialisti che dovranno riconvertirsi, sperimentare altri settori o addirittura cambiare lavoro. Ad accusare il colpo ci sono nomi illustri ma soprattutto una miriade di piccole realtà che nel 2008 hanno guadagnato, in media 15 mila euro in meno, hanno dovuto ridurre il budget destinato alle consulenze e alle risorse umane, quindi tagliare contratti e posti di lavoro.

Mattone in caduta libera
A subire più pesantemente i contraccolpi della crisi quegli ordini legati al mercato immobiliare come gli architetti, legati a doppio filo alla crisi dell’edilizia.

Tra i casi “illustri” del settore l’olandese Erick Van Egeraat, costretto a chiudere il suo studio milanese dopo lo stallo del progetto Milanofiori. Non sono da meno neanche i grossi studi italiani, come il Cmr.

Non solo studi….
Oltre ai dipendenti degli studi professionali, che sono circa un milione, e che restano le prime vittime della crisi, ci sono i professionisti autonomi che lavorano in proprio o sono titolari degli studi. Si tratta di circa 800 mila persone, dice Gaetano Stella, presidente della Confprofessioni, associazione che rappresenta i liberi professionisti. Qui, spiega, la crisi ha colpito «a macchia di leopardo ». Quelli che stanno peggio sono architetti e ingegneri, con un calo del fatturato del 30%, a causa del mercato immobiliare fermo. Una situazione analoga riguarda i notai: sono crollate le compravendite, le stipule di mutui, le costituzioni di società. Calo del 15% del fatturato per le professioni economiche (commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro) che hanno visto ridursi il lavoro da parte delle aziende. Guadagni in diminuzione anche per i dentisti perché «i pazienti, se non hanno urgenza, rimandano a tempi migliori gli interventi importanti».

Avvocati allo sbaraglio
Forte crisi anche per gli avvocati: uno studio prestigioso Bonelli, Erede, Pappalardo ha abbassato il numero dei collaboratori, ha chiuso la sede italiana di White & Case, studio internazionale americano con sede a Milano. Cambi anche nello studio Ashurst: Riccardo Agostinelli e Lorenzo Vernetti (entrambi fondatori della sede italiana) si sono spostati in Latham & Watkins. Acque agitate anche tra i consulenti del lavoro: le aziende entrano in crisi di liquidità, mettono in mobilità i lavoratori e cominciano a rallentare i pagamenti. La conferma delle difficoltà arriva da professionisti affermati e molto noti come quelli dello studio Attilio Miotto di Padova oppure dallo studio di consulenza del lavoro «Signorini » di Firenze.

Fonte: Corriere della Sera

  • shares
  • +1
  • Mail