Mutui, rate al minimo

Mutui leggeri Il mattone è più leggero e il momento è propizio per la stipula di un mutuo. Stando alle rilevazioni infatti i tassi sarebbero scesi ai minimi storici, sebbene gli spread applicati dalle banche siano cresciuti.

Qual è il mutuo giusto?
Che si tratti di fisso o variabile i tassi sembrano comunque vantaggiosi. Il variabile, oggi, si aggira addirittura in zona 1%, o poco sopra, mentre il fisso viaggia poco sopra al 5% anche per le offerte di prestiti con un ammortamento di 20 e o di 30 anni. Di fatto, mediamente, la differenza tra fisso e variabile di questi tempi è di tre punti percentuali e mezzo. Tradotto in soldoni significa, per esempio, che su un prestito da 100mila euro per 30 anni la rata indicizzata può costare anche il 40% in meno rispetto a quella fissa (359 contro i 549 euro al mese).

Che si scelga una forma di finanziamento o l’altra stando a quanto dichiarato da Roberto Anedda, direttore marketing di Mutui Online “si tratta di un livello del tutto accettabile” che verrà mantenuto ancora per un po’ di tempo. “Una risalita dei tassi sembra non essere alle porte. La situazione spingerà le banche centrali a tenere il costo del denaro a livelli bassi. Ci possiamo quindi aspettare una fase di recupero lenta dei tassi d’interesse e dunque anche della rata del mutuo. In pratica per almeno un buon anno ancora i tassi resteranno non lontani dai livelli di adesso”, spiega Anedda.

Il vantaggio del fisso
Questo significa che chi oggi sceglie il tasso fisso, otterrà una rata storicamente molto bassa che non cambierà più per tutta la durata del mutuo. Quindi scegliendo oggi il fisso significa che il tasso resterà intorno al 5% fino all’ultima rata.

Variabile, un azzardo sostenibile
Certo il rischio che i tassi si impennino fino al 5% come avvenuto non molto tempo fa è sempre dietro l’angolo. Tuttavia, dicono gli esperti, non si prevedono impennate preoccupanti in un futuro prossimo visto e consideratoa che la ripresa economica sarà lenta e faticosa.

La virtù sta nel mezzo
Rimangono cauti i professionisti del settore che consigliano di optare per una via intermedia, vale a dire in una iniziale preferenza per il variabile per poi passare al fisso nel momento in cui i tassi Euribor dovessero crescere in misura rilevante. Il contesto oggi infatti è diverso: sfruttando la portabilità a costo zero introdotta dal Decreto Bersani è infatti possibile passare da una tipologia all’altra senza dover pagare spiacevoli costi e penali. Prima il variabile per risparmiare poi il fisso da ripagare anche con quanto risparmiato prima. Nella speranza che i tassi non lievitino troppo.

Fonte: La Stampa

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