Sgravi a chi assume e taglio del cuneo fiscale: la ricetta Giovannini

Entrambe le misure secondo il ministro del lavoro Enrico Giovannini vedranno la luce entro il 2013, per il taglio del cuneo si dovrà attendere però la fine dell’anno.

Il contrasto alla disoccupazione giovanile record parte dagli sgravi fiscali per le aziende che assumono e dal taglio del cuneo fiscale, ovvero la differenza tra il costo del lavoro e il reddito netto percepito. Basterà a rilanciare occupazione e domanda interna?

Entrambe le misure secondo il neo ministro del lavoro Enrico Giovannini vedranno la luce nel 2013, per il taglio del cuneo si dovrà attendere però la fine dell’anno. 
Il piano del governo Letta mira ad incentivare nell’immediato le nuove assunzioni di giovani. L’obiettivo è di intervenire entro giugno sui contratti dei giovani con agevolazioni fiscali a carico dei datori di lavoro che assumono.

Sui tempi delle nuove misure il ministro Giovannini ha affermato, dialogando con Il Sole 24 Ore:


Una cosa è il cuneo fiscale che ha un costo molto elevato perché riguarda tutta la platea degli occupati e che non si può immaginare se non all’interno di una manovra complessiva di riorientamento della tassazione, diverso è il caso degli incentivi sui flussi di nuove assunzioni di giovani, che riguarda un numero di persone molto inferiore e che si rivela come un segnale che può essere dato prima della fine di giugno.

Il cuneo fiscale è dato dal differenziale tra il salario netto percepito dal lavoratore e il costo di tasse e contributi sociali versati dal datore di lavoro. In Italia sono tre le tasse che concorrono alla formazione del cuneo fiscale: contributi previdenziali, Irpef e Irap. Secondo la Cgia di Mestre sarebbe meglio scongiurare l’aumento dell’Iva di un punto e cancellare l'Imu piuttosto che tagliare il cuneo fiscale.

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