Ascensori: controlli in “salita”

Decreto ascensori Emanato lo scorso 23 luglio ed entrato in vigore il primo settembre scorso il nuovo decreto ascensori (d.m. 108/09) impone nuove e più stringenti procedure di controllo sulla messa a norma degli ascensori.

Controlli serrati
Secondo quanto stabilito dal secreto tutti gli impianti funzionanti, indipendentemente dall’anno di installazione, dovranno sottostare alle norme di buona tecnica attualmente vigenti. Il decreto differenzia unicamente in base alla vetustà dell’impianto, l’obbligatorietà dell’intervento.
Gli ascensori installati prima del 15 novembre 1964, la verifica dovrà essere effettuata entro 2 anni dalla data d’entrata in vigore del decreto (quindi entro l’1 settembre 2001), per finire con quelli installati prima del 24 giugno 1999 che dovranno essere sottoposti a verifica entro 5 anni (art. 2 d.m. 108/09).

Tempi di adeguamento
Una volta effettuata la verifica e fatta l’analisi dei rischi, in relazione agli interventi d’adeguamento prescritti, sarà necessario conformare l’impianto; anche in questo caso il tempo concesso per l’adeguamento varia da 5 anni per gli interventi più importanti, ad un generico termine senza una data precisa che viene fatta coincidere con gli interventi di modernizzazione successivi, di significativa entità sull’impianto (art. 3 d.m. 108/09).

Il responsabile impianti
Il responsabile dell’impianto è individuato nel proprietario o in un suo legale rappresentante (art. 1 d.m. 108/09); in condominio sarà l’amministratore a doversi attivare per fare eseguire la verifica, laddove necessario.
Una volta eseguita la verifica e gli interventi, saranno sempre il proprietario dell'impianto di ascensore, o il suo legale rappresentante, ad essere responsabili della corretta esecuzione degli interventi di adeguamento nei termini previsti dal decreto e nel rispetto delle esecuzioni tecniche previste dall'analisi di rischio oppure da quelle indicate dalla norma di buona tecnica (art. 5 d.m. 108/09).

Sanzioni
Nel caso in cui vengano disattese le norme sui controlli e messa a norma e verificate dalla ASL, o dall'Ispettorato del Lavoro, l’ascensore non potrà essere tenuto in esercizio. A livello condominiale la programmazione degli interventi ricade nella sfera delle competenze dell’amministratore che deve eseguire tutti quegli atti utili ad assicurare l’utilizzo delle cose comuni. Può tuttavia accadere che data l’onerosità degli interventi siano i condomini ad impedire la messa a norma.

Costi di adeguamento
Stando alle stime di Confedilizia, il costo medio per l’adeguamento degli ascensori si aggira attorno ai 15.000,00 euro ad impianto, per un costo totale nazionale stimato intorno ai 6 miliardi di euro.

Testo del D.M. 108

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