Mistery spending: dove spariscono i soldi?

Mystery spending Fare i conti col bilancio familiare non è cosa semplice! Lo dimostra il fatto che nonostante calcoli accurati spariscano regolarmente nel nulla 36 euro a settimana. Contagiati dal consumismo non ci si rende più conto delle piccole spese quotidiane che sommate provocano consistenti ammanchi nei calcoli del bilancio familiare mensile.

Secondo una recente indagine Astra sarebbero 800 milioni gli euro che svaniscono ogni settimana, per un totale di 34 miliardi in un anno. E quel che è peggio, fanno 1.800 euro all'anno del nostro povero reddito disponibile che si volatilizzano senza nemmeno darci la soddisfazione di sapere perché o percome. E' come se in un anno sparisse giù per il gorgo uno stipendio mensile di un operaio specializzato.

Le rilevazioni sul fenomeno del «mystery spending» sono state effettuate tramite un sondaggio rappresentativo dell'intero paese con 1.000 interviste svolto per conto della Visa Europe. I dati riguardano il 2007.

La soluzione secondo Visa? Ricorre naturalmente alla moneta elettronica che permette la tracciabilità dei pagamenti!

Identikit di uno spendaccione
A smarrire traccia del proprio danaro più spesso sono le donne, e le casalinghe in particolare: per l'ottima ragione che la fonte principale della scomparsa dei soldi è l'attività del fare la spesa per la famiglia, e naturalmente l'avere a che fare con dei figli che ti tartassano per farsi comprare robe.

Tra le altre ragioni della scomparsa del contante ci sono le uscite serali con gli amici, e a una certa distanza lo shopping, che si tratti di saldi o meno. Più attenti sono invece gli uomini, con 31,20 euro persi in media alla settimana. E soprattutto gli studenti, che perdono solo 19,60 euro alla settimana, costretti all'oculatezza perché non hanno somme importanti a loro disposizione. Gli italiani più attenti al loro danaro? Quelli del Triveneto, con solo 29,40 euro perduti alla settimana. I piemontesi sembrano invece tra i più svagati: perdono traccia in media di ben 52 euro ogni sette giorni. In media, ogni anno spendono senza saperlo 2.704 euro. Questo problema del «mystery spending» è davvero interessante, perché rivela molto sulla nostra scarsa capacità di essere consumatori oculati e intelligenti.

Nemici del risparmio
Ad insidiare il risparmiatore lo shopping compulsivo e gli acquisti online di cui raramente si tiene traccia.
Nel web il passaggio di denaro è immateriale, silenzioso, indolore; non lascia traccia se non nell’estratto conto della carta di credito. Nessuno fa caso ai 99 centesimi per una canzone o ai pochi euro per un videogame acquistati online, eppure a fine mese la somma supera spesso i 36 euro della ricerca Astra. E soprattutto permette la nascita di nuovi modelli di business basati su micropagamenti, come quello inventato da Apple per iTunes e per l’App Store, che hanno venduto rispettivamente oltre otto miliardi di brani e un miliardo e mezzo di software per iPhone. Guadagnando abbastanza da suscitare l’invidia dei concorrenti (Nokia, Blackberry, Microsoft e altri), ormai tutti impegnati nella distribuzione di contenuti e servizi a basso costo.

Fonte: La Stampa

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