Canone RAI sull'onda delle polemiche

Canone RAI Che fosse un pretesto per risollevare la vexata quaestio del canone lo si era capito. La vicenda "Annozero" ha risollevato il dibattito sull'ooportunità o meno di pagare la tassa televisiva. E' un dato di fatto che 1 italiano su tre non assegna alcun valore al servizio pubblico televisivo. Sarebbero infatti 6 milioni di famiglie su 22 a non pagare il canone, circa il 30% che genera un ammanco di 500 milioni di euro l'anno per Viale Mazzini.

I dati sono il frutto di uno studio spedito alla commissione di Vigilanza sulla Rai, al ministero delle Attività produttive, Paolo Romani e al ministero dell'Economia, Giulio Tremonti. Studio che il cda ha messo nella mani del presidente Paolo Garimberti perché agevoli la nascita di una proposta di legge e l'inizio di un vero e proprio iter parlamentare.

A tal proposito il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, assieme al Viceministro, Paolo Romani, incontrerà il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, ed il Direttore Generale, Mauro Masi, giovedì 8 ottobre, alle ore 17.

Intanto torna l'ipotesi di incorporare il canone della discordia nella bolletta elettrica come già avviene in altri paesi europei. Agli italiani l'dea di pagare il canone proprio non va nonostante la gabella sia presente in molti altri stati e con importi persino maggiori: in Germania ad esempio il canone è di 204 euro, in Inghilterra 160, in Francia 116 e in Italia sono 107 euro (v. articolo). Noi abbiamo il canone più basso d'Europa e in Italia si paga solo sulla prima casa. Molti pensano che la Rai abbia troppi dipendenti, ma non è vero. La Rai ha 11mila dipendenti, la Francia ne ha 12mila, la Bbc 23mila e la televisione tedesca 24mila. Accanto a questi numeri c'è lo share, l'ascolto come democrazia che significa quando una televisione piace: la televisione tedesca fa il 24% di share, la Bbc il 33, quella francese il 34 e la Rai fa il 47%.

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