Il costo della crisi

Costo della crisiIl sistema finanziario mondiale è in cerca di equilibrio. Stando alle stime del Fondo Monetario Internazionale si sarebbe stabilizzata la crisi economica attestata a 3.400 miliardi di sofferenze e svalutazioni nel periodo 2007-2010, 600 in meno rispetto alle previsioni di aprile.
Se però le svalutazioni delle banche nel mondo hanno toccato i 1.300 miliardi, 1.500 dovrebbero ancora venire a galla

Le perdite delle banche
L'Fmi valuta che tra lo scoppio della crisi, a metà 2007, e il primo semestre 2009 le svalutazioni delle banche nel mondo sono ammontate a 1.300 miliardi, mentre 1.500 miliardi devono ancora venire a galla perché il deterioramento continuerà nei prossimi anni con un aumento delle perdite sui finanziamenti e titoli. La parte del leone la fanno le banche Usa, con 600 miliardi di perdite e 400 potenziali, seguite da quelle dell'area Euro che sommano 800 miliardi fra registrate e potenziali mentre gli istituti britannici accusano oltre 200 miliardi di perdite e poco meno di 400 potenziali. Certo, secondo il Fondo, il capitale e le prospettive degli istituti di credito hanno compiuto progressi da aprile, ma i ricavi non potranno compensare completamente le perdite ed è così necessaria un'azione più forte.

Sarebbero ancora piuttosto serie le sfide da affrontare secondo il Direttore Generale del FMI, Dominique Strauss Kahn, secondo cui ci vorrà ancora del tempo per vedere una vera e propria ripresa.
Intanto, l'aumento delle risorse a disposizione, la flessibilità ed una azione più mirata hanno consentito sinora al Fondo Monetario Internazionale di sostenere meglio i Paesi emergenti, limitando l'impatto della crisi più acuta dagli anni '30. Ora è necessario concentrarsi a ripristinare la fiducia delle famiglie ed aiutare le imprese e le banche, con particolare riguardo al rafforzamento dle capitale.

Pil in ripresa
Il Fondo Monetario Internazionale nei prossimi giorni rivedrà al rialzo le previsioni sulla crescita globale nel 2010, grazie alla ripresa più veloce del previsto registrata nelle maggiori economie. Lo ha detto il vice direttore generale del Fmi, Murilo Portugal, spiegando che la stima sarà rivista al 3% circa dal 2,5%. «La ripresa è più forte di quanto previsto inizialmente», ha detto l'ex vice ministro brasiliano delle Finanze secondo quanto riporta la Bloomberg.

  • shares
  • +1
  • Mail