Prestiamoci: l’evoluzione dei prestiti peer-to-peer

Prestiti peer to peer Che futuro può avere il social lending dopo la chiusura di Zopa? La risposta è il prestito person-to-person. Sebbene non sia visto di buon occhio dagli istituti di credito un canale di intermediazione che favorisce i prestiti tra privati a tassi decisamente convenienti sembra aver debuttato con successo il sito di Prestiamoci, primo esempio in Italia di credito p2p (persona a persona).

Di cosa si tratta?
Prestiamoci ha inaugurato il prestito tra persone che mira a convertire la banca al suo ruolo originario di cassaforte, sfruttando le possibilità offerte dal web 2.0 (tra cui online banking, community) e promuovendo via Internet il prestito tra persone sostenendo le Pmi e le famiglie italiane nella realizzazione di imprese e progetti.

Nato dalle menti creative di tre giovani imprenditori (Mariano Carozzi, da Banca Sella spa mentre Paolo Galvani e Giovanni Tarditi) l’ambizioso progetto si appoggia a Banca Sella.

Come funziona?
Il sistema di credito per questi prestiti tra persone si basa sull'allineamento degli interessi di chi presta e di chi riceve il prestito. In apparenza un controsenso, ma gli interessi delle due parti, anche se non coincidenti - rimarcano gli esperti di Prestiamoci - possono rappresentare posizioni decisamente complementari se si vengono incontro con un'intermediazione ridotta all'indispensabile. In tal modo il tasso di finanziamento da un lato e la remunerazione dall'altro tendono ad avvicinarsi. Prestiamoci si instrada nel filone del "person to person" di seconda generazione dando seguito alle già varate esperienze tedesca e spagnola, risultando la prima comunità di prestiti tra persone nata in Italia per il mercato italiano. E' quasi integrale l'informatizzazione del sistema di transazione.

Nessun rischio, questa volta, di essere stralciati dall’elenco degli intermediari finanziari da Bankitalia per violazione dell’obbligo di separatezza delle disponibilità di terzi da quelle della società.

Il flusso di denaro tra prestatori e riceventi (e viceversa) passerà sempre attraverso la banca, ma le transazioni verranno gestite tramite un’applicazione web totalmente integrata con il sito.

Il prestito
Qualunque somma offerta dal Prestatore è divisa in 30 quote che saranno allocate su più progetti/finanziamenti, ma la somma complessiva dei suoi investimenti non deve superare mai i 25.000,00 Euro.Il Prestatore può offrire da un minimo di 1.500,00 Euro ad un massimo di 25.000,00 Euro e la durata del finanziamento non può superare i 36 mesi.

Quanto costa?
Al prestatore viene applicata una fee fissa d’iscrizione di 25,00 Euro una tantum più una commissione dello 0,8% sul valore di ogni singola rata incassata, mentre il richiedente dovrà corrispondere una quota d’iscrizione di 50,00 Euro una tantum più una commissione dell’1,2% sul valore di ogni singola rata di rimborso del prestito.
L’operatore, fa sapere, si riserva la facoltà di modificare in qualsiasi momento la fee d’iscrizione e le commissioni previa comunicazione.

Vai al sito di Prestiamoci

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