Sanatoria fiscale, più che uno scudo una scuderia!

Scudo fiscale «Egregio signore, possiedo decine di cavalli da corsa in Svizzera e volevo sapere se è possibile rimpatriarli grazie allo scudo fiscale». La corsa alle indulgenze fiscali non ha limiti e si scatenano i dubbi più strani sul Web in tema di evasione.

Passando per immobili, opere d’arte, monete e dobloni la fortuna degli italiani accatastata in anni di evasione sembra oltrepassare anche le più bizzarre fantasie. «Ho una valigia piena di banconote argentine fuori corso. Posso rientrare nella sanatoria?».

Nei tesoretti oltre confine si legge la storia di un’Italia che non esiste più e si moltiplicano i racconti anacronistici, come quello di due anziani signori che, nel timore di essere rapiti, avevano depositato centinaia di milioni di vecchie lire nella cassetta di sicurezza di una banca svizzera. Denaro "fantasma", inaccessibile e improduttivo per decenni, che, prima di rientrare in Italia, dovrà sottoporsi ai raggi X delle leggi anti-riciclaggio.

Ma per chi suona lo scudo della “salvezza”? Che si tratti di anziani pensionati ed ex imprenditori, stanchi di continue migrazioni oltre confine o di indecisi che non hanno aderito alle precedenti sanatorie sono diversi i profili degli interessati, ma una cosa è certa, non rientreranno nella categoria i grandi evasori.

La sanatoria però non è immune da pirandelliani paradossi. Le cose si complicano nel caso di eredità e prodotti finanziari più complessi. Qui entrano in gioco altre variabili e spesso la richiesta di applicare lo scudo si intreccia con drammi e sofferenze familiari. È il caso di amanti vissute per anni nell'ombra, che alla morte del ricco compagno scoprono davanti a un notaio di aver ereditato una fortuna oltreconfine all'insaputa della legittima consorte.

La manovra consente il rimpatrio anche per quadri di valore, titoli "illiquidi" non armonizzati, come gli hedge fund, obbligazioni in amministrazione controllata e immobili.

Fonte: Sole 24 Ore

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