Benzina: un barile di rincari!

Prezzi benzina Cade il falso mito delle tasse sui carburanti. Stando a quanto riportato da Mr. Prezzi l'Italia sarebbe sotto la media europea per quanto riguarda le accise sulla benzina. Eppure i cittadini italiani pagano i carburanti più dei propri vicini europei, come si spiega l'arcano? Stando alla rilevazione di Roberto Sambuco la colpa sarebbe da attribuirsi alle compagnie petrolifere.

I numeri della benzina
La Shell ha fatto schizzare la benzina a 1,284 euro/litro (+1,8 centesimi) e il gasolio a 1,119 (+2 cent). Esso ha aumentato di 1 centesimo la benzina, a 1,269 euro/litro, e di 1,2 centesimi il gasolio a 1,117 euro. Q8 ha fatto salire di 1 centesimo entrambi i carburanti, rispettivamente a 1,260 e 1,111 euro/litro. E la Erg ha rivisto all’insù di 0,6 centesimi il prezzo di riferimento del solo diesel, portandolo a quota 1,115.

La polemica
Scatta durante un’audizione al Senato la polemica del Garante per i prezzi, Roberto Sambuco, sulle compagnie petrolifere. Innanzitutto, il divario tra il prezzo industriale della benzina in Italia e la media europea registra «variazioni in aumento». In particolare, ha detto Mister Prezzi, «nel 2008 si rilevava un divario medio superiore di 0,9 millesimi di euro rispetto all’anno precedente, e un ulteriore aumento si è registrato nel 2009, con uno stacco di 2 millesimi sul divario medio 2008».

Il cuore della questione riguarda l’andamento della curva del margine lordo, cioè la differenza fra il prezzo industriale dei carburanti italiani e le corrispondenti quotazioni internazionali dei prodotti raffinati (Platt’s), il quale presenterebbe un trend di crescita. “Questo vuol dire che il consumatore è penalizzato”, accusa Sambuco. In secondo luogo, Mister Prezzi dice che «a fare la differenza sul costo del carburante con il resto dell’Europa sono i margini delle compagnie e non il Fisco. In Italia il peso della componente fiscale è inferiore a quello dei principali Paesi europei con l’eccezione della Spagna».

Prezzi “torbidi”
Quanto pesano le tasse sui carburanti in Italia? Circa il 62,1% contro una media Ue del 63,8%, ma il vero problema è la trasparenza dei prezzi.
Il Garante invita i distributori a esporre su strada solo i prezzi dei carburanti praticati dal gestore e non gli sconti, pratica che Mister Prezzi definisce «un vizio» tale da rendere «sempre più illeggibile» la comunicazione ai clienti, in modo a volte «volutamente ingannevole». «Si deve tornare a esporre si strada solo il prezzo effettivamente praticato dal gestore: solo così il consumatore potrà tornare a effettuare un confronto chiaro e consapevole tra i diversi prezzi».

L’Unione petrolifera, che federa le compagnie italiane, ha diffuso una nota scritta per dire che "quanto affermato da Mister Prezzi sullo stacco dei prezzi dei carburanti italiani non sembra tener conto dell’inversione di tendenza evidenziatasi negli ultimi mesi". L'associazione di categoria sostiene, infatti, che "nel mese di settembre lo stacco della benzina, pari a 3,2 centesimi di euro al litro, ha fatto registrare il valore più basso degli ultimi sette mesi e della media dell'intero 2008 (3,4 centesimi di euro al litro)". Per l'Up anche il gasolio ha mostrato una tendenza analoga: la differenza di prezzo rispetto agli altri Paesi europei «a settembre ha fatto registrare un valore di 3,1 centesimi al litro, anche in questo caso inferiore alla media dell'intero 2008 (3,4 centesimi al litro)».

Immagine: Roberto Mangosi

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