Web TV: Auditel a prova di "rete"

Auditel Web Come calcolare il prezzo degli spazi pubblicitari in rete? Basta applicare il modello Auditel anche al Web, ma la cosa sembra più facile a dirsi che a farsi.

Il dato di fatto è che aumentano i fruitori della Tv via Internet, lo dimostrano i dati Nielsen, ma il nocciolo della questione riguarda la rilevazione dell’audience Web per stabilire l’allocazione degli investimenti pubblicitari su questo o quel mezzo, in questa o quella fascia oraria.

Ad accelerare i ragionamenti sull’espansione pubblicitaria su Web sono i dati rilevati negli Stati Uniti. Stando a Conference Board infatti il 25% delle famiglie americane fruiscono i canali televisivi via Web.

Specificamente, Nielsen (il colosso delle rilevazioni di mercato) ha annunciato che lancerà entro fine anno negli Stati Uniti un “auditel” per monitorare la “online television viewing audience”. Il servizio sarà inserito delle case del campione auditel americano in aggiunta al monitoraggio di chi la tv la guarda “normale” e di quelli che la guardano in differita (time-shifted). Si partirà da un piccolo campione, per poi arrivare al campione integrale (circa 230.000 famiglie) tra un paio d’anni. Così si vedrà, finalmente, quanto cuba davvero questa tv su internet e quindi anche quanto e come vale la pena di investirci dei soldi. Questo perché anche i grandi network televisivi tradizionali americani stanno mettendo fior fior di contenuti di pregio online, nel tentativo di catturare audience che fuggono dallo schermo classico a quello collegato in rete, da Hulu in poi, anche per fenomeni di cancellazione degli abbonamenti ai diffusissimi servizi via cavo (la recessione colpisce, e colpisce anche la tv).

Certo è che le tradizionali misure di rilevazione sembrano inadeguate rispetto al continuo evolversi dei mezzi di comunicazione. Tant’è che un gruppo di grandi aziende (che gestiscono budget di miliardi) hanno dato vita alla Coalition for Innovative Media Measurement, un gruppo che lavorerà (mettendo sotto pressione anche Nielsen & Co) per sviluppare metodologie in grado di misurare l’efficacia della pubblicità attraverso la pletora di canali e touchpoint con consumatore di oggi.

I protagonisti di questa rivoluzione sono 15 grandi broadcaster e agenzie pubblicitarie nazionali, da Unilever e Procter & Gamble, a MTV Networks e Omnicom Group, che hanno come obiettivo principale il miglioramento della rilevazione dei dati di ascolto, conducendo ricerche approfondite sulle set-top-box e sulle modalità di visione di programmi tv su diverse piattaforme. Ogni compagnia che ha aderito al progetto ha sborsato ben 100 mila dollari, mentre la gran parte dei broadcaster nazionali spende ancora quasi 1 miliardo di dollari l’anno per ottenere i tanti sospirati rating di Nielsen.

Fonte: Apogeonline

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