Sanità: come cambia il costo di un’analisi?

Costi analisi Certo la salute non ha prezzo ma lascia alquanto stupiti che una banale analisi delle urine possa variare dai 2,50 ai 10 euro a seconda della struttura pubblica in cui ci si reca. Accade in Veneto, dove il costo di un emocromo può variare tra i 2,11 e i 5,69 euro.

Ad indagare sulle disparità tariffarie del sistema sanitario regionale è l’Università Bocconi, che ha vagliato l’attività 2008 dei laboratori delle Aziende ospedaliere di Padova e Verona, delle Usl di Thiene e Rovigo, dell’ospedale classificato «Sacro Cuore» di Negrar, della casa di cura «Madonna della Salute» di Porto Viro, delle «Analisi mediche Pavanello» di Ponte di Brenta, del Centro medico di fisioterapia di Padova, della «CMSR Veneto spa» di Altavilla Vicentina e dell’associazione «La nostra famiglia» di Conegliano.

Stando alle conclusioni dell’indagine a determinare «una sensibile variabilità del costo per singolo test, con riferimento sia alla spesa totale che alle singole componenti della stessa, sono: i volumi erogati; il livello di specializzazione; la diversa organizzazione dell’urgenza; l’obsolescenza del nomenclatore tariffario attuale (che risale al 1996)».

L’analisi
Leggendo attentamente il resoconto dell’università se ne deduce che il sistema tariffario supera mediamente del 23% i costi di produzione ma non in maniera omogenea. Ed è così che viene rilevato un sottofinanziamento per batteriologia, micologia e parassitologia, patologia clinica (urine, feci, liquidi biologici, calcoli) e una tariffazione minore dei costi per l’attività di prelievo.

Lo studio evidenzia come, nel campione analizzato, i costi delle analisi di laboratorio ammontano a circa 91,5 milioni di euro. Se le prestazioni venissero valorizzate con l’attuale tariffario il loro controvalore ammonterebbe a 119 milioni.
Tuttavia se alcuni settori diagnostici risultano potenzialmente remunerativi, ve ne sono altri in cui l’eventuale applicazione non ponderata delle tariffe non rimborserebbe neppure i costi sostenuti. Nel comparto della ‘batteriologia’, ad esempio, i costi totali (per il campione analizzato) superano i 7,5 milioni di euro, rispetto a ricavi che superano di poco i 5 milioni. Al contrario, nel settore della ‘chimica clinica e metabolismo’ (esempio, i test di creatinina, glucosio, sodio, potassio), grazie a grandissimi volumi di analisi (oltre 13,6 milioni di test nel 2007), si registra un tariffato di quasi 31 milioni di euro rispetto a 17,6 milioni di costi.

In cocnlusione le tariffe medie che il sistema sanitario prevede per le analisi cliniche di laboratorio non sono più in linea con i costi effettivi che i laboratori sopportano per effettuarle e, pensate oltre 10 anni fa, andrebbero aggiornate.

Fonte: Corriere della Sera

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