Banca del Sud, grandi agevolazioni per il piccolo credito

Banca del Sud In arrivo la Banca del Sud. Il governo ha dato il via libera alla creazione di questo istituto che emetterà obbligazioni dedicate al Mezzogiorno con aliquota fiscale agevolata del 5%. "Non sarà un carrozzone, anche perchè l'Unione europea non ce lo consente", ha assicurato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, durante la conferenza stampa, precisando che sarà "una banca che si occuperà del piccolo e medio credito". La sua nascita è regolata da un disegno di legge che prevede uno stanziamento di 5 milioni di euro come start-up. Secondo i piani di Tremonti, il Tesoro dovrà poi uscire per lasciare il posto ai privati. Il ruolo delle Poste e degli istituti di credito cooperativo non è stato ancora definito ma sembra sarà importante e decisivo.

Come funzionerà?
L’obiettivo di quella che è stata registrata come Banca del Mezzogiorno è quello di aumentare la disponibilità del credito destinato al sud Italia. Il progetto prevede l’emissione di titoli agevolati per sostenere l'economia, intesa come progetti imprenditoriali ed occupazione.

Il vero punto di forza dovrebbe essere l’introduzione di una fiscalità agevolata per obbligazioni e passività «esplicitamente indirizzate a finanziare le piccole e medie imprese che investono nel Mezzogiorno». La banca potrà emettere bond anche «per finanziare specifici progetti infrastrutturali nel Mezzogiorno». L’emissione di tali obbligazioni «nei primi 2 anni dalla prima emissione può essere assistita dalla garanzia dello Stato che copre il capitale e gli interessi».

Si tratta di titoli di risparmio sotto varie forme con aliquota fiscale al 5%: «titoli di risparmio per l'economia del Mezzogiorno» la cui forma sarà «da definire» e andrà dai certificati ad altri titoli.

I servizi
L’Istituto potrà acquisire dalle banche aderenti mutui a medio-lungo termine di piccole e medie imprese del Mezzogiorno «per creare portafogli efficienti in termini di diversificazione e riduzione del rischio». Avrà la facoltà di «offrire consulenza e assistenza alle piccole e medie imprese per l’utilizzo degli strumenti di agevolazione messi a disposizione da amministrazioni pubbliche, istituzioni multilaterali e organismi sopranazionali». Compito della Banca per il Sud sarà anche quello di «stimolare e sostenere la nascita di nuove banche a vocazione territoriale nelle aree del Mezzogiorno». È previsto un articolo interamente dedicato allo sviluppo del credito cooperativo. Per favorire la crescita di una rete bancaria sul territorio e sostenere la crescita della Banca del Mezzogiorno, nelle banche di credito cooperativo autorizzate all’attività bancaria successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge «è ammessa, per un periodo massimo di 5 anni dall’autorizzazione stessa, l’emissione di azioni di finanziamento», sottoscrivibili solo da parte di fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

L’esempio francese
L’ispirazione arriva come sempre da oltre confine, e nel caso specifico, dalla francese Credit Agricole. Il modello, ha spiegato Tremonti, «è un po' come è stato in Francia il Credit Agricole, che nasce dal territorio ma poi confluisce in una struttura unica»: è un modello «disegnato dallo Stato ma realizzato dai privati. Lo Stato avrà il ruolo del socio promotore». In pratica sottoscriverà una quota simbolica e poi uscirà: «la scommessa é che la banca vada avanti con le sue gambe». Al Sud, ha detto il ministro, «è fondamentale il piccolo e medio credito», perchè «i grandi numeri si fanno con i piccoli numeri». Nella Banca del Sud «non si parlerá inglese» e la logica «sará quella dell'albergo che vuole ampliarsi o del'esercente balneare che vuole aprire una pizzeria».

Facciamo i conti con la banca del Sud
Stando alle previsioni del Ministero dell'Economia gli strumenti finanziari emessi dalle banche che aderiranno all’iniziativa della Banca del Mezzogiorno potranno ammontare a 6,75 miliardi di euro. L'aliquota agevolata al 5% anzichè al 27% sui depositi e del 12,5 sulle obbligazioni, provocherà un minor gettito nell'ordine di 9,2 milioni di euro. Alla stima di 6.750 milioni, si arriva calcolando il 50% dell’attuale flusso di finanziamento alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno che ammonta a circa 13.500 milioni l’anno. Le banche e gli altri intermediari si ipotizza possano raccogliere 6.750 milioni di euro per finanziare questo tipo di investimenti a medio e lungo termine, considerando medio termine quello con scadenza superiore a 18 mesi.

Leggi la rassgna stampa sull'intervista a Tremonti

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