Accesso al credito: una guida anti-crisi

Guida anti-crisi Le condizioni più favorevoli per ottenere un finanziamento e le agevolazioni per quanti si trovino in cassa integrazioni in un unico vademecum targato Abi (Associazione bancaria italiana), Cassa depositi e prestiti e Sace.

La guida, intitolata “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie” è stata recentemente pubblicata sul sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze e raccoglie in poche pagine le agevolazioni studiate a sostegno delle fasce di utenti più colpite dalle difficoltà legate alla crisi economica. I suggerimenti per arginare l’impatto della crisi sul proprio bilancio sono strutturati in 10 domande con relative risposte.

Imprese in crisi di liquidità
Le imprese con problemi di liquidità hanno così a loro disposizione - in poche pagine - una rassegna delle agevolazioni pubbliche rese operative e potenziate per sostenerle durante la crisi economica e per accrescere le opportunità di accesso al credito, fornendo le indicazioni pratiche per poterle sfruttare al meglio.

Cassa integrazione
Alcune notizie rassicuranti anche per i cassa-integrati che, grazie alle convenzioni stipulate tra banche, imprese e sindacati, possono richiedere alla propria banca l’anticipo dell’assegno in caso di necessità.
Lo scopo è garantire a chi si trova in questa condizione la possibilità di percepire reddito immediatamente, annullando i ritardi dell’erogazione dovuti agli iter burocratici.

Buone nuove per i disoccupati anche sul fronte mutui. Per chi finisca in cassa integrazione infatti c'è la possibilità di ottenere il rinvio delle rate del mutuo presso le banche che hanno utilizzato gli strumenti finanziari messi a disposizione
dal Governo. Il provvedimento sospensivo può essere aattuato anche nel caso il mutuo sia intestato ad un convivente o familiare. La sospensione del mutuo terminerà nel momento in cui ci si integri nuovamente nel mondo lavorativo.
Per verificare l'effettiva possibilità della sospensione sarà sufficiente rivolgersi alla propria banca. Diversi istituti hanno infatti stipulato delle speciali convenzioni con enti pubblici locali e regionali.
La lista delle banche che hanno aderito all’iniziativa è pubblicata sul sito www.tesoro.it.

Quando il finanziamento è negato
Una soluzione c’è anche nel caso il finanziamento venga rifiutato ad un privato perché non considerato “solido”. Basterà rivolgersi al prefetto della propria provincia, incaricato di raccogliere tutte le istanze relative a mutui, prestiti al consumo, linee di credito, ecc. Nel caso questi rilevi l’ingiusta valutazione da parte dell’istituto provvederà ad inviare in maniera riservata l’istanza
direttamente alla banca che sarà tenuta a fornire una risposta. Attenzione però, l’istanza va presentata utilizzando un apposito modulo. Il vantaggio è quello di poter ottenere un riesame della pratica.

Il vademecum, oltre che liberamente consultabile online, è divulgato dagli Osservatori sul mercato del credito, che veicolano le richieste del territorio al Governo e informano gli utenti sulle misure di sostegno, distribuito dagli sportelli bancari e dalle associazioni imprenditoriali agli iscritti.

Leggi il vademecum

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