Iva al 22%? Botta finale alle immatricolazioni di auto

L’incremento dal 21 al 22% dell’Iva farebbe aumentare anche il prezzo finale dei carburanti, della manutenzione, e dei prodotti della filiera.

L’aumento dell’Iva dal 21 al 22%, dal primo luglio, a meno di interventi dell’ultima ora, rischia di dare la botta finale alle immatricolazioni di nuove auto. Settore già in profonda crisi e che non vede la luce da più di un anno e mezzo. In Italia ad aprile 2013 le immatricolazioni hanno fatto registrare un -10% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A maggio -8%. E il dato è in controtendenza con L’europa dove il mercato delle quattro ruote è tornato a crescere.

L’allarme sugli effetti ancora più negativi che avrebbe sulle vendite un aumento di un punto dell’aliquota Iva ordinaria lo ha lanciato questa mattina l’Associazione per una mobilità equa e responsabile (Amoer) nel corso della presentazione della manifestazione Missione Mobilità, il 21 e 22 giugno prossimi a Roma. Con il nuovo balzello le immatricolazioni 2013, secondo l’Amoer, si porterebbero sui livelli più bassi degli ultimi 30 anni, il 14% in meno rispetto al già criticissimo 2012. Nei primi cinque mesi di quest’anno invece secondo i dati dell’associazione il mercato dell’auto è in calo dell’1,3% con 611.689 vetture vendute rispetto alle 686.095 dello stesso periodo del 2012.

L’Amoer, elaborando i dati del Centro studi Fleet & Mobility, stima che l’aumento dell’Iva farà crescere mediamente di 140 euro circa il costo per l’acquisto di un'auto. I veicoli immatricolati da aziende e società di noleggio pagherebbero 160 euro in più. Senza contare che l’incremento dal 21 al 22% dell’Iva peserebbe anche sul prezzo finale dei carburanti e su tutti gli altri prodotti della filiera.

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