Bankitalia: catasto iniquo, favorisce i ricchi

In attesa di una riforma, che potrebbe richiedere cinque anni, occorre attenuare le disparità.

La Commissione Finanze del Senato sta conducendo un'indagine conoscitiva sulla tassazione degli immobili in vista dei provvedimenti sull'Imu, al centro della discussione dell'attuale governo fin dalla sua nascita.
Oggi c'è stata l'audizione dei rappresentanti della Banca d'Italia, Alessandro Buoncompagni del servizio rapporti fiscali e Sandro Momigliano del servizio studi di struttura economica e finanziaria.

Sono tante le indicazioni date da via Nazionale ai membri della Commissione. Prima di tutto è stato fatto notare che così com'è attualmente il catasto è iniquo perché lo scostamento tra i valori di mercato e i valori catastali favorisce i contribuenti più ricchi e la revisione dei coefficienti in base ai quali si effettua la rivalutazione delle rendite catastali da quando è stata introdotta l'Ima non ha modificato questa sperequazione.

Serve dunque una riforma del catasto e su questo è d'accordo anche il ministro per gli Affari Regionali Graziano Del Rio cui è stato chiesto un parere a margine di una conferenza dopo la diffusione dei dati di Bankitalia. I tecnici di Palazzo Koch, però, fanno notare che per completare adeguatamente tutte le fasi di revisione sia delle tariffe d'estimo sia dei principi di classamento potrebbero volerci tempi abbastanza lunghi stimati nella durata di un quinquennio. Nel frattempo è necessario trovare dei meccanismi in grado di "attenuare le disparità di trattamento ingiustificato".

Inoltre, Bankitalia ha fatto notare che i prezzi delle case sono in calo: negli ultimi cinque anni la contrazione al netto dell'inflazione è stata del 13,7% e nel biennio 2013-2014 potrebbero scendere ancora del 2% all'anno in termini nominali. Secondo i tecnici l'Imu potrebbe aver accentuato le spinte al ribasso dei prezzi delle case dovuto alla crisi.
Il consiglio della Banca d'Italia è quello di destinare tutto il gettito dell'Ima ai Comuni in modo da evitare la sovrapposizione dei poteri di prelievo di più livelli di governo sulla stessa base imponibile, in questo modo ne trarrebbe beneficio anche la "visibilità dell'imposta" che per ora è opaca per i contribuenti proprio a causa delle interferenze tra politica tributaria nazionale e locale.

I tecnici di Palazzo Koch più che auspicare una riduzione dell'Imu, consigliano vie alternative come la diminuzione dell'aliquota legale dell'Ires, che potrebbe avere come effetto quello di incentivare l'attività economica oltre a ricadute positive sulle scelte di localizzazione delle imprese. Va tenuto conto anche del fatto che l'imposizione sul patrimonio immobiliare è meno soggetta a evasione fiscale.

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