Scudo fiscale, la Svizzera non ci sta

Doppia imposizione Si fanno sempre più "invasivi" i controlli italiani in territorio elevetico. Berna avrebbe infatti mal tollerato le incursioni italiane sul proprio territorio in tema di controlli fiscali. Si bloccano così i negoziati sulla doppia imposizione fiscale.

«Da parte nostra l’accordo era vicino alla ratifica, ma interromperemo i negoziati fino a nuovo ordine», ha spiegato Merz, ministro delle Finanze e presidente di turno della Confederazione.

A bloccare le trattative sarebbe stata un'incursione delle Fiamme Gialle avvenuta martedì scorso su 76 filiali di banche svizzere e di uffici bancari collegati a intermediari elvetici o situati nei pressi di San Marino. Un’operazione che la Svizzera ha definito «discriminatoria»: «Esistono indicazioni secondo le quali il fisco italiano agisce in Svizzera: ciò non è permesso ed è deplorevole, non accetteremo di essere spiati da degli stranieri», ha affermato Merz.

Il presidente elvetico ha comunque assicurato che la Condeferazione non vuole un inasprimento delle tensioni con l’Italia. «Ora - ha concluso - aspetto di vedere come reagisce Tremonti». Secondo la stampa svizzera le attività in gestione presso la piazza finanziaria ticinese nel 2008 sono cresciute a quota 400 miliardi di franchi, 300 miliardi dei quali sono legati alle attività frontaliere con l’Italia. Il condono fiscale varato dal governo potrebbe permettere il ritorno in Italia di circa 100 miliardi di euro, due terzi dei quali - si stima - provenienti proprio dalla Svizzera.

  • shares
  • Mail