Stipendio da cavia

Cavie umane Quanto conviene donare il proprio corpo alla scienza? Dipende certamente dal paese. Se la Svizzera rappresenta l’Eldorado della sperimentazione farmacologica non è così in Italia, dove il reclutamento avviene tramite l'Istituto superiore di sanità e i vari Comitati etici delle Asl nazionali. Rimane comunque un dato di fatto che negli ultimi 5 anni è aumentata la propensione degli italiani a sottoporsi ad esperimenti di questo tipo. Sarà l’effetto della crisi o solamente un modo semplice per arrotondare lo stipendio (la maggior parte degli intervistati infatti si presta alle ricerche per soldi) ma ben l’80% delle cavie umane svizzere corrispondono all’identikit di maschio italiano tra i venticinque ed i trent’anni, di cultura medio-alta, in buona salute e reddito bassissimo o nullo.

Non tanto diversa la situazione oltre Oceano, dove le “cavie” sono, secondo il New Scientist, prevalentemente disoccupati, studenti, persone con debiti, immigrati illegali e senzatetto.

Oltre confine farsi fare prelievi o assumere medicinali mai testati prima può pagare fino a 300 dollari al giorno (Stati Uniti) o fino a 1.500 euro per un mese (Svizzera).

Secondo stime approssimative negli Stati Uniti sarebbero 10 mila le persone che si sottopongono volontariamente alle sperimentazioni farmacologiche di professione, ricavandone, oltre a calvizie e mal di testa, uno stipendio piuttosto decoroso.

Requisiti
In linea di massima ai soggetti si richiede un certificato che attesti la buona salute del paziente. Una volta sottoposti ad un test la cavia deve astenersi per un periodo di “sicurezza” dall’esporsi ad ulteriori sperimentazioni, oltre che per la propria salute personale anche per non inficiare i test effettuati. Il periodo di “astinenza” può variare a seconda del paese e del farmaco dai 30 giorni ai 3 mesi.

I medicinali testati sono di solito antidolorifici, antidepressivi e antibiotici, ma non di rado capitano anche prodotti più esotici come gli antimalarici o le medicine contro il Parkinson.

Come funziona?
In Svizzera i test sono eseguiti sotto controllo medico in tre cliniche specializzate:


  • l’Institute for pharmacokinetic and analytical studies (Ipas) di Ligornetto (a due passi da Mendrisio),

  • la Cross Research di Arzo (sempre nel Mendrisiotto)

  • la Projectpharma di Savosa (vicino a Lugano).

"Il 93% dei volontari ha partecipato a uno studio solo — spiega Giovan Maria Zanini, farmacista cantonale e presidente del Comitato etico, nato per controllare il fenomeno —. Quarantuno persone (il 7%) si sono sottoposte a due protocolli. Mentre una sola a tre, il massimo consentito".

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