TV: digitale ad ostacoli

TV digitale Non c’è tregua sul digitale. La RAI sarebbe infatti appena stata chiamata in giudizio con un ricorso d'urgenza presso il Tribunale di Roma "per evitare che la pratica degli oscuramenti del servizio pubblico radiotelevisivo continui".

L’azione legale sarebbe un’iniziativa di Altroconsumo, contraria alla decisione presa questa estate dai vertici di Viale Mazzini di togliere dal satellite alcuni canali dell'emittente di Stato.

Disservizio pubblico
Secondo Altroconsumo dal 4 agosto al 4 ottobre 2009 sarebbe stato impossibile vedere sul satellite Raiuno per 87 ore 58 minuti e 54 secondi, Raidue per 220 ore 26 minuti 23 secondi, Raitre per 104 ore 53 minuti 31 secondi. Numeri a parte, la questione è importante perché si lega a filo doppio con le operazioni di switch off e switch over per la migrazione alla Tv digitale.

Il decoder della discordia
Il canone non basta più! "Per le oltre un milione e mezzo di famiglie italiane che non saranno mai raggiunte dal segnale televisivo terrestre – precisa l’Associazione - sarà impossibile accedere ai contenuti del servizio pubblico Rai attraverso il canale satellitare", a meno che non si portino a casa un decoder digitale in grado di ricevere i programmi trasmessi dalla neonata piattaforma satellitare TivùSat.

Questo crea naturalmente una discriminazione degli utenti che regolarmente pagano il canone ma che, non raggiunti dal segnale, sono costretti all’acquisto del decoder (costo tra gli 89 a 149 euro).

Non si hanno ancora dati certi su quanti siano gli utenti interessati dai problemi di ricezione del segnale ma quel che è certo è che prosegue incessante il passaggio dalla Tv analogica a quella digitale: da ottobre a dicembre oltre sei milioni di famiglie italiane di cinque regioni e due province autonome, pari al 30% della popolazione, saranno interessate dal passaggio completo al digitale terrestre.

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