Italiani sotto pressione fiscale

Mafia Oltre il 50% del reddito se ne va in tasse. Non male se si considera che ogni italiani ha un debito medio di 10.400 euro! Con la crisi non fanno che aumentare le famiglie (+2,7%) che non riescono ad onorare i propri impegni.

I conti in tasca agli italiani li ha fatti l’Istituto di ricerca di Dottori commercialisti e degli Esperti contabili (IRDCEC).
Un dato che viene calcolato comprendendo anche la quota stimata dall’Istat di economia sommersa. Ma a pagare le tasse sono, evidentemente, quelli che “sommersi” non sono. E se si toglie quella componente reale, ma invisibile al fisco dal Pil reale, la percentuale che si ottiene e’ ben superiore al 42,8% delle stime ufficiali.

Fisco più pesante d’Europa
Un primato tutto italiano quello delle tasse più pesanti d’Europa che non rende certo fieri. La pressione fiscale nel nostro Paese supera addirittura la Danimarca (49,2%), la Svezia (47,6%) e il Belgio (45,9%), a fronte di ben altri standard di servizi e di welfare.

“Con una pressione fiscale di questo tipo e un debito pubblico al 115% sul Pil - ha affermato Siciliotti, presidente nazionale dei contabili - questo Paese puo’ soltanto vivere alla giornata. E’ tempo di un fisco leggero con sanzioni pesanti. Da una dozzina di anni a questa parte, la politica fiscale italiana e’ stata invece sostanzialmente orientata verso un fisco sempre piu’ pesante con sanzioni sempre piu’ leggere. Con gli effetti che oggi constatiamo in termini di sommerso ed evasione”.

Exit strategy
Obiettivo numero uno: abolizione dell’Irap. Il provvedimento dovrebbe essere introdotto in maniera graduale anche a fronte del fatto che l’imposta procura un gettito di 38 miliardi, il 40% della spesa sanitaria nazionale e che quindi non e’ ragionevolmente ipotizzabile una sua cancellazione dall’oggi al domani. Ma si puo’ ragionare proprio sull’eventualita’ di rendere da subito deducibili dalla base imponibile il costo del lavoro e gli interessi passivi e questa misura deve essere prevista con riferimento a tutti i contribuenti che pagano l’imposta: non solo le imprese, dunque, ma anche i liberi professionisti”, ha concluso Siciliotti.

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