Giustizia a tutti i costi?

Costi giustizia Siamo peggio di Angola, Gabon e Guinea sul fronte “giustizia” per costi, efficienza e trasparenza. Nella sola Capitale ci sono più avvocati che nell’intera Francia, colpa forse del nostro impianto che vanta oltre 50 mila leggi. Rimane il fatto che circa il 70% dell’intero budget assegnato alla giustizia se ne va in stipendi.

Spendiamo per il sistema giudiziario un’autentica follia, ossia il 29,9% del valore della causa (e il 21,8% solo di parcelle agli avvocati), quando in Germania s’attesta al 14,4%, in Austria al 18%, in Francia al 17,4%, in Finlandia al 10,4% appena! In poche parole il nostro costo processuale è il più alto d’Europa e i tempi della giustizia sono a dir poco elefantiaci: 960 giorni per il primo grado e 1509 giorni per il giudizio di appello nel civile; 426 giorni per il primo grado e 730 per il grado di appello nel penale.

A darci la dimensione delle inefficienze giuridiche del nostro sistema è il rapporto Cepej (Commissione europea per l’efficienza della giustizia), che considera una cinquantina di Paesi anche extraeuropei.

Prescrizioni all’ordine del giorno
Il dato preoccupante riguarda prescrizioni e rinvii. Rispetto alle prime infatti nel 2007 si sono registrate 209.779 declaratorie, che nel distretto di Napoli significa un reato estinto ogni 13 minuti, mentre sui secondi si parla addirittura di 7 processi su 10 ogni giorno, ossia il 76,1% dei procedimenti penali fissati per il dibattimento ordinario (Eurispes 2008). Stando ai dati snocciolati dal ministro Alfano andrebbero in prescrizione 170 mila processi l’anno nel nostro Paese: una vera e propria amnistia di massa, ma solo per chi ha quattrini da elargire agli avvocati.

Ma cosa succede oltre confine?
Stando alla relazione del primo presidente della Corte di Cassazione francese, Vincent Lamanda, il sistema francese impiega 15 mesi per chiudere un processo civile, appena 4 mesi per un processo penale. Più in generale, in Francia le corti d’appello - sempre in materia civile - arrivano a sentenza in 12 mesi, in 7 mesi i Tribunaux de grand instance e in 5 mesi gli altri tribunali.

Gradi d’appello sotto accusa
A ritardare i tempi della giustizia aggravando considerevolmente il bilancio pubblico sarebbero i tre gradi di appello, assenti in tutto o in parte in molti altri paesi occidentali.

Negli Usa ad esempio soltanto i condannati a morte hanno una revisione automatica del giudizio. Gli altri possono chiederlo a condizione che la condanna sia sproporzionata o che nel processo di merito vi siano state gravi e numerose violazioni costituzionali, e l’ottengono solo se rientrano in quel numero decisamente piccolo di casi in cui una corte d’appello prende in considerazione la richiesta di certiorari.

La lobby degli avvocati
Un esercito di 236 mila avvocati popola il rissoso Stivale. Roma conta più avvocati dell’intera Francia. Se la Spagna dà lavoro a 155 mila avvocati, il Regno Unito a 140 mila, la Germania a 147 mila, la Francia a 48 mila, la Svezia soltanto a 4503 avvocati (Eurostat 2008) ci si rende subito conto della complessità del nostro sistema legislativo. La lobby degli avvocati popola stabilmente anche i ranghi politici considerando la loro folta presenza in Parlamento. Nel 2001 soltanto Forza Italia ne fece eleggere 44; alle elezioni del 2008 la categoria è arrivata in vetta nella graduatoria delle professioni (sono il 14% alla Camera e il 14,3 % al Senato).

Fonte: La Stampa

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