Wi-fi, si diffonde la rete pubblica del risparmio

Wireless Una rivoluzione senza fili ha contagiato le città d’Italia. Dopo Firenze, Pescara e Roma arriva infatti anche in Laguna il Wireless pubblico. Sebbene stiano crescendo in maniera disordinata e a macchia di leopardo senza un piano organico le reti wireless pubbliche stanno progressivamente prendendo piede in tutti i comuni d’Italia grazie all’iniziativa locale.

Con la diffusione della tecnologia senza fili si fa più evidente la disparità nord-sud in fatto di tecnologia. I progetti di rete pubblica sono infatti concentrati quasi interamente nel Centro-Nord: gli ultimi in ordine di tempo sono di Pescara (20.000 euro di spesa) e di Firenze (in dieci piazze il Comune regala un’ora di WiFi).

La geografia del Wi-fi
Investimenti consistenti sono stati stanziati sia a Parma (200.000 euro per coprire 22 zone della città), che a Bologna e Reggio Emilia (dal 2006). Il Comune di Venezia, che è appena partito, mira a 600 hot spot.

Il progetto più ampio, ora attivo, è forse ProvinciaWiFi, della Provincia di Roma. Si tratta di una vera e propria rete low cost formata dall’azione dal basso di tanti soggetti (e rispettive reti) uniti sotto lo stesso cappello.

L’obiettivo del progetto è quello di raggiugner 500 hot spot entro il 2010 (nei comuni del romano), con 2 milioni di euro di budget (quest’estate ce n’erano attivi un centinaio, con 100.000 euro circa di spesa). L’idea della Provincia è stato di reinventare il modello di Fon, basato su reti condivise e connessioni già esistenti. Negozi, edifici pubblici, circoli dotati di banda larga (con vari contratti e provider) possono aderire all’iniziativa ed entrare a far parte della stessa rete virtuale. L’utente che ha un account attivo presso Provincia WiFi può quindi navigare gratis da qualunque access point della rete. In Provincia WiFi sono confluiti anche gli hot spot del consorzio Roma Wireless, che è stato tra i principali progetti di questo tipo.

Le “WiFi municipalities” non toccano però tutti i centri metropolitani della penisola, ma tutto è lasciato all’intraprendenza dei singoli comuni. E’ il caso di Torino e Milano dove ad oggi non esiste un WiFi pubblico gratuito. E, visto che sempre di reti organizzate da istituzioni pubbliche si tratta, un passo avanti sarebbe dare all’utente un account unico utilizzabile in diverse città e province.

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