Parte la crociata per gli hot spot “free”! In Italia le reti WiFi pubbliche sono ancora poco diffuse per colpa del decreto Pisanu, sostengono i cento firmatari della petizione per il wireless libero. La normativa vigente infatti obbliga i fornitori dell’accesso a vincoli molto severi, assenti negli altri Paesi occidentali. Tra i sostenitori dell’iniziativa esperti del settore e giornalisti. E’ un appello ad abbandonare la Pisanu ed è stato ripreso anche da un gruppo di Facebook (dove si può leggere il testo integrale). L’idea è partita da Alessandro Gilioli, Sergio Maistrello e Raffele Bianco.
La proposta
L’intento della carta è quello di snellire le procedure per semplificare l’accesso libero alle reti senza fili. Tra gli obblighi da eliminare anche quello di dichiarare l’hot spot al Questore e di identificare gli utenti con un documento. Questo secondo punto è in realtà aggirato da tempo (in modo legale, autorizzazione del ministero degli interni), tramite identificazione via sim.
Questo escamotage non funziona però con gli stranieri (cioè con i turisti, che in patria sono abituati a navigare più liberamente). ProvinciaWiFi, la nuova rete pubblica inaugurata nel circondario di Roma, ha risolto centralizzando l’identificazione via sim, così i singoli esercenti che offrono WiFi sul territorio romano non devono preoccuparsene.
Soluzioni possibili
I “fantastici cento” dell’iniziativa propongono come soluzione, che per ogni provincia venga realizzato un progetto come ProvinciaWiFi, animato dalla PA. Per autenticare in modo rapido i turisti, si potrebbe chiedere loro di usare una carta di credito. L’alternativa, proposta da Maistrello, sarebbe di far scadere la Pisanu (il 31 dicembre, salvo proroghe) e quindi togliere ogni obbligo di identificazione. Più moderatamente, la proposta di legge Cassinelli-Coscia (19 novembre) chiede al ministero di trovare almeno un metodo alternativo (rapido e comodo) per identifica.
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27 nov 2009 - 19:32 - #1niente di strano… i gestori di WiFi a pagamento hanno POTERE e gli utenti NO
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27 nov 2009 - 19:33 - #2tra l’altro, se il WiFi diventasse molto diffuso, nessuno userebbe e pagherebbe le penne USB per collegarsi alla rete 3G
aries77
28 nov 2009 - 09:45 - #3Ciao, guardate che c’è già Guglielmo che lo fa!!!!
Questa estate sul lungomare si collegavano tutti gratis con un SMS, anche gli stranieri, e so che sono attivi anche in diversi comuni in Italia.
Secondo me dovreste contattarli www.guglielmo.biz
Gazz
28 nov 2009 - 12:33 - #4Ma io credo che sia più un problema dei vari enti privati e pubblici che non sono ben informati. Ci sono molti modi per fornire un servizio gratuito in maniera di ottemperare a questa legge.
In effetti qui a Reggio Emilia ci sono molti posti pubblici proprio forniti dalla ditta del commento sopra, l’amministrazione pare soddisfatta tanto che lo usa come fiore all’occhiello dei suoi servizi.
Insomma, l’Italia non è proprio il paese che si ferma di fronte a normative se c’è la volontà di offire un servizio.
ronnyVR
30 nov 2009 - 10:18 - #5Ciao a tutti
Volevo informare tutti che da maggio il comune di Verona con l’Assessorato alle pari opportunità si è attivato e ha già coperta buona parte della città, inoltre a breve partirà una nuova espansione.
il sistema adottato è “guglielmo” il quale permette in accordo alle normative vigenti di poter usare la stessa username e password in altri hot spot sparsi in giro per l’italia.
il servizio è completamente gratuito anche per i turisti (italiani e stranieri) e tra poco verrà attivato un servizio di autenticazione via sms.
http://portale.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=17263
QUESTI I PUNTI HOTSPOT PUBBLICI ATTIVATI:
http://www.guglielmo.biz/HotSpotSearchResults.aspx?lan=&city=Verona&type=Urban%20Areas
CIAO SPERO DI ESSERE STATO UTILE