Informazioni a pagamento, Google si converte

Google News Fa breccia nel cuore commerciale di Google l’idea Murdochiana delle news a pagamento. E così il motore di ricerca più famoso al mondo intenderebbe lanciare un dispositivo che obbliga i navigatori a identificarsi e a pagare nel caso in cui consultino oltre cinque articoli attraverso i suoi servizi.

«Abbiamo deciso di permettere agli editori di limitare il numero di accessi gratuiti», spiegano da Mountain View, evidenziando come la decisione fa in ogni caso sì che i contenuti siano «accessibili a un ampio pubblico. Siamo coscienti - ammette Google - che creare contenuti di qualità non è facile e spesso è costoso».

Cede sotto le pressioni della News Corp la prima roccaforte della circolazione libera di informazioni. La notizia arriva infatti a seguito di un intervento di Murdoch ad un convegno organizzato dalla Federal Trade Commission e dal titolo «Come può il giornalismo sopravvivere all’era internet». Il magnate avrebbe infatti ribadito ancora una volta che gli aggregatori di notizie on line devono pagare per i contenuti che distribuiscono perché le notizie di qualità non sono gratuite e non possono dipendere solo dalla pubblicità. «Alcuni pensano che sia un loro diritto prendere contenuti e utilizzarli per i loro scopi senza contribuire con un penny alla loro produzione. Questo non è un utilizzo corretto. Per dirlo in modo scortese, è un furto» spiega Murdoch tornando all’attacco sul ruolo giocato dagli aggregatori di informazioni on line.

Murdoch ha quindi sottolineato che gli aggregatori dovrebbero pagare per i contenuti che utilizzano e che News Corp è aperta a valutare diverse modalità di pagamento. Evidenziando come il futuro del giornalismo è «più promettente che mai» anche nell’era internet, Murdoch ha osservato come a suo avviso altri quotidiani «falliranno». Per prosperare il giornalismo ha bisogno - aggiunge Murdoch - di tre cose: produrre le notizie che la gente vuole, quando e dove le vuole e innovare come mai prima; convincere i consumatori che devono pagare per le informazioni e i contenuti on line; il governo deve spianare la strada agli investimenti e all’innovazione riducendo gli ostacoli non necessari alla crescita e agli investimenti.

Leggi articolo Techcrunch

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