Spreco di energia in 5 eco-crimini quotidiani

Eco crimini Deriva ecologica? Ne siamo responsabili tutti a partire dal caffè mattutino. Se infatti si dovesse calcolare l'energia consumata per coltivarlo, raccoglierlo, trasportarlo dai paesi tropicali, infine azionare la macchina del bar, sei tazzine di espresso al giorno - una dose non rara per l'italiano medio - in un anno generano 175 kg di CO2, cioè quanto un volo Roma-Londra.

Rinunciare al vizietto può comportare un risparmio ecologico del 16%. A finire sotto accusa però sono anche le abitudini più intime. Sul banco degli imputati anche la carta igienica dunque. Ogni kg di rotoloni fatti con carta igienica "riciclata al 100%", riduce di 30 litri il consumo di acqua e di 3 kilowattora quello di elettricità.

Al terzo posto tra i crimini quotidiani c’è il malcostume dell’usa e getta, a partire dagli abiti stagionali. Negli ultimi 15 anni la produzione mondiale di tessile-abbigliamento è balzata da 40 a 60 milioni di tonnellate, ma un milione di tonnellate di vestiti semi-nuovi finiscono nella spazzatura ogni anno.

Anche l’ossessione per la pulizia domestica si configura come un micro reato ambientale. In Inghilterra è stato calcolato che solo il 7,5% degli indumenti messi in lavatrice sono davvero sporchi. Una famiglia media che manda quattro o cinque lavatrici a settimana crea più di mezza tonnellata di CO2, una bella fetta dell'emissione media del cittadino europeo (10 milioni).

Meritato quinto posto per la pessima abitudine degli sprechi alimentari. La famiglia americana media getta via il 30% degli alimenti che ha comprato al supermercato, 48 miliardi di dollari finiscono nella spazzatura ogni anno. Solo il latte fresco buttato via in Inghilterra, per essere prodotto ha creato altrettante emissioni CO2 di 10.000 automobili.

I paladini dell’ambientalismo
Contro gli sprechi quotidiani è nato in California un movimento contro il vampirismo dell’energia. Si chiama Vampire Power l'organizzazione che insegna a combattere i succhiatori di corrente nascosti nelle nostre case. Ogni anno in America si sprecano 10 miliardi di dollari per l'elettricità consumata da apparecchi inutilizzati: i computer che rimangono accesi anche a riposo, i videoregistratori, i caricatori di telefonini.

Un'altra associazione, Green Inc., si concentra sulle abitudini di lavaggio dei vestiti. Educa i consumatori a selezionare il programma della lavatrice con acqua fredda (si risparmia corrente e i vestiti durano più a lungo). Promuove il cambiamento dei regolamenti condominiali e di quartiere per consentire il ritorno a un costume antico: asciugare i panni bagnati appendendoli fuori. Quando piove o fa freddo basta stendere la biancheria in casa: serve anche a umidificare l'abitazione, due piccioni con una fava.

Ad ispirare i vari movimenti ambientalisti ci sono le teorie di Art Rosenfeld, uno scienziato delle particelle fisiche al Lawrence Berkeley National Laboratory. "C'è una forma di energia - ama ripetere Rosenfeld - ancora più pulita del sole, ancora più rinnovabile del vento: è l'energia che non consumiamo". Grazie alle sue battaglie la California ha adottato standard sempre più severi per la produzione di elettrodomestici, lampadine, caldaie, docce. Grazie a queste misure, dice James Sweeney della Stanford University, "la California ha potuto evitare la costruzione di 24 centrali termoelettriche". Il Vangelo di Rosenfeld è essenziale, spesso suona come un ritorno all'antico, ma senza ideologismi. "Semplicemente - dice l'anziano scienziato - ricordatevi di spegnere le luci".

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