Ricette mediche: rinnovo via Web

Ricette mediche online La prescrizione online sarà una realtà per i torinesi a partire dal 2010. Il provvedimento dovrebbe consentire un significativo snellimento nelle procedure di rinnovo delle ricette presso gli studi medici, spesso affollati in questo periodo.

Come funzionerà?
Sarà sufficiente che il medico di base e i pediatri la compilino sul loro computer e con un solo clic di invio, questa finirà in rete al ministero della salute, pronta per essere letta dal farmacista.
In farmacia basterà dunque esibire la tessera sanitaria e il farmacista, collegandosi con il sito del ministero, potrà verificare che il rinnovo sia avvenuto con successo.

La sperimentazione partirà dal Piemonte per poi diffondersi anche nella altre regioni d’Italia.

Il progetto sarà realizzato con la Sogei, la società di information technology del ministero dell´economia e delle finanze che ha studiato il software necessario ad avviare la nuova rivoluzione da consegnare ai professionisti. È sufficiente che nella sperimentazione siano coinvolti il 3 per cento dei medici e dei pediatri, circa 120 sanitari piemontesi, sebbene si auspichi che siano di più le adesioni.

L’implementazione del progetto
Cinque o sei mesi di sperimentazione e poi la ricetta online dovrebbe andare a regime e sarà obbligatoria per tutti i medici di base e i pediatri, circa 4mila in tutto il Piemonte. Per ora, la ricetta finirà al ministero e non sarà inviata sul computer del paziente. «Esistono ancora problemi di privacy e di passaggio di dati sensibili», spiega il segretario regionale della Fimm. La rivoluzione era stata annunciata dal ministro del welfare Maurizio Sacconi già lo scorso anno, ma la Fimmg aveva evidenziato allora le difficoltà a partire con troppo anticipo senza avere garanzie di un corretto funzionamento.

Oltre al servizio reso al paziente, l´obiettivo del ministero è ovviamente il controllo della spesa farmaceutica e neppure il risparmio di carta è da sottovalutare. Le previsioni di Sacconi indicavano un risparmio del 10 per cento.

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