Nucleare, ma quanto ci verrà a costare?

Costi nucleare Dovrebbe arrivare con l’anno nuovo la mappatura delle centrali nucleari nel nostro Paese, ma le polemiche non accennano a calmarsi.

Il fattore occupazione
Secondo le stime riportate dal Sole 24 ore il nucleare potrebbe creare 1200 nuovi occupati entro il 2020 (tra diplomati e ingegneri esperti del settore), che potrebbero arrivare addirittura a 2000 se si considera l'indotto. Questi numeri sono però irrisori se paragonati alle potenzialità del settore delle rinnovabili, che, solo per il solare termico potrebbero impiegare entro il 2020 dai 66mila o 400mila posti di lavoro (contro gli attuali 10 mila secondo l’Associazione italiana solare termico).

Il pacchetto clima energia dell’Unione Europea prevede infatti che entro il 2020 ogni paese membro raggiunga un certo obiettivo sul fronte del risparmio energetico, della produzione di energia pulita, della riduzione di Co2 nell'aria. Questo per l’Italia potrebbe significare un incremento del 17% delle fonti rinnovabili, con un conseguente sviluppo dell’occupazione.

Secondo uno studio dell'Università Bocconi, realizzato con il Gse (Gestore Servizi Elettrici) investendo in energie rinnovabili e raggiungendo gli obiettivi europei previsti dal pacchetto Clima e Energia, in Italia esiste un potenziale di creazione di nuova occupazione raggiungibile nelle rinnovabili entro il 2020 di almeno 100mila posti di lavoro e fino a un massimo di 250mila.

Secondo Greenpeace inoltre puntare su rinnovabili ed efficienza in Italia significherebbe raggiungere oltre 100mila occupati nel solo settore dell'energia elettrica al 2020, di cui il 73% nelle rinnovabili mentre per il 22% si tratterebbe di nuovi posti di lavoro creati grazie agli investimenti in efficienza energetica.

I numeri parlano chiaro insomma: il nucleare non conviene neanche dal punto di vista occupazionale. Ogni milione di dollari investito nelle energie rinnovabili, secondo i calcoli presentati recentemente in un convegno a Ecomondo da Christopher Flavin, presidente del Worldwatch Institute, produce 21,5 posti di lavoro. Mentre, a far base dalle stime riportate oggi dal Sole 24 ore e considerando in 4 miliardi di euro i costi di costruzione di una centrale nucleare (come indicato recentemente da Enel) con quattro centrali ed un investimento di 16 miliardi di euro (ovvero 24.000 milioni di $ al cambio di 1euro a 1,5$), si otterrebbe un ben misero 0,05 come rapporto tra occupati a fronte di un milione di dollari investiti, ovvero per avere 1 occupato bisogna arrivare ad investire 20 milioni di dollari in energia nucleare.

L’iter legislativo
La legge Sviluppo per la reintroduzione in Italia del nucleare sarebbe stata introdotta lo scorso luglio a distanza di oltre vent’anni dal referendum abrogativo dell’energia atomica.
L’iter prevede che entro il prossimo 15 febbraio dovranno essere varati i decreti legislativi con le indicazioni per la localizzazione delle centrali nucleari e dei depositi delle scorie e in altri Paesi.

Accordi commerciali
Risale invece al 3 agosto scorso la joint-venture tra la francese Edf ed Enel sulla nascita di “Sviluppo Nucleare Italia Srl”, per la realizzazione gli studi di fattibilità per la costruzione in Italia di 4 centrali nucleari con la tecnologia di terza generazione avanzata Epr per la copertura del 25% del fabbisogno energetico. Gli accordi bilaterali sono continuati a inizio ottobre con la firma di una dichiarazione congiunta a Washington dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e dal segretario all'Energia statunitense Steven Chu. "L'Italia - ha detto Chu - ha obiettivi molto ambiziosi e dato cha anche noi stiamo rilanciando il nucleare, General electric e Westinghouse, avranno l'opportunità di partecipare a gare d'appalto in Italia".

Il fronte del “no”
L’Italia scommette , in sostanza, sulla terza generazione, ma qualcuno non è del tutto d’accordo. Secondo Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte nonché alla guida del World Political Forum assieme all’ex leader dell’Unione sovietica Mikail Gorbaciov, questa tecnologia presenterebbe non pochi punti deboli. Non ultimo il fatto che si tratta di una tecnologia obsoleta a acui la Francia starebbe rinunciando proprio in questo periodo. Lo dimostrano i progetti di Areva (colosso del nucleare francese) sulla quarta generazione.

I costi
Secondo la Bresso poi ci sarebbe il fattore, non del tutto secondario, dei costi di realizzazione degli impianti, stimati intorno ai 5 miliardi di euro per singola centrale. Con questi stanziamenti, inutile dirlo, si potrebbe investire massicciamente in energie rinnovabili con ricadute positive anche sull’occupazione.

Fonte: Greeenreport.it

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