Business pandemia un anno dopo

Liberalizzazioni Bersani farmaci Compie un anno il virus H1N1 che festeggia l’anniversario del suo debutto con un tasso di mortalità di gran lunga inferiore al previsto (lo 0,018%, meno dell'influenza stagionale), nonchè un deciso calo dei ricoveri negli Stati Uniti e in Europa (eccetto la Francia) proprio nei giorni in cui si temeva il picco della malattia e tante polemiche sulle vaccinazioni.

Jackpot farmaceutico
Sebbene nel nostro Paese si sia immunizzato solo il 14% degli operatori sanitari i colossi farmaceutici sembrano aver raggiunto il loro obiettivo di incassi. Big Pharma, malgrado la mitezza della pandemia, avrebbe guadganto in sei mesi un jackpot da 20 miliardi di euro di entrate straordinarie. Il virus sarebbe stato una vera e propria miniera d'oro per i big del farmaco a cui avrebbe garantito un ricco bonus si 12 miliardi di euro.

La situazione è allarmante se si pensa che i governi (Italia compresa) hanno firmato contratti in bianco, pagando in anticipo vaccini non ancora approvati pur di farne scorta adeguata. L'inglese Gsk ad esempio ha piazzato in pochi giorni 440 milioni di dosi (al prezzo di 5 sterline l'una) di Pandemrix a 22 Paesi differenti con un incasso "straordinario" di quasi 3 miliardi di euro. Non solo: le vendite del suo Relenza, un anti-virale efficace in fase preventiva, sono decollate a 600 milioni di euro nei primi nove mesi 2009.

Il Tamiflu della Roche, un altro anti-virale già sul mercato, ha decuplicato le vendite a 2 miliardi nel 2009 e secondo le stime del colosso svizzero ne macinerà altri 400 l'anno prossimo. La Novartis prevede di ricavare dal suo vaccino Focetria un miliardo in sei mesi. Più o meno quanto incasserà grazie ai suoi nuovi prodotti la francese Sanofi. Centinaia di milioni entreranno pure nella casse dell'americana Baxter (titolare del vaccino Celvapan) e dell'inglese Astra Zeneca. Contratti una-tantum, d'accordo, ma in grado di generare a fine pandemia, secondo l'Oms, ricavi extra vicini ai 20 miliardi.

Conflitti di interesse
Sotto accusa l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), indagata per eccesso d'allarmismo e possibili conflitti di interessi. L’indagine interna riguarderebbe al momento i suoi consulenti scientifici, accusati di essere pure a libro paga dell'industria.

La pandemia “dà i numeri”
Secondo l'Oms, il virus sarebbe arrivato in 208 Paesi provocando vittime di gran lunga inferiori rispetto alle normali influenze stagionali. Le vittime riconducibili a H1N1 sarebbero state fino ad ora 9.596 (800 nell'ultima settimana), contro le 500mila causate ogni anno dall'influenza stagionale.

Pandemie a confronto
Le vittime italiane sarebbero in totale 142, l’equivalente di un morto ogni 25mila casi di infezione (in totale da noi sono state colpite dall'influenza A 3.650.000 persone). Ma per la maggior parte il virus è una concausa.

Il Center for Disease Control americano ha calcolato il tasso di mortalità nello 0,018%, contro il 2% della spagnola e lo 0,2% dell'influenza tradizionale. L'aviaria, per dire, ha avuto effetti letali sul 60% delle persone colpite. La task force di esperti della Casa Bianca pochi mesi fa prevedeva tra i 30 e i 90mila morti negli Usa (contro i 36mila della stagionale). Le stime reali parlano oggi di 10mila vittime statunitensi su 50 milioni di malati.

Saldi di stagione
Un’overdose che rischia di soffocare il sistema sanitario nazionale quella di vaccini. Se si considera che le provviste farmacologiche hanno una scadenza annuale ben si comprende come la maggior parte dei governi stia letteralmente correndo ai ripari con i “saldi stagionali”. L'Olanda, per dirne una, ha già deciso di mettere in saldo il 50% delle sue scorte, svendendo 17 milioni di dosi, con Macedonia e Malta pronte all'acquisto. Lo stesso sta pensando di fare la Gran Bretagna. E presto anche Francia (94 milioni di dosi ordinate) e Usa (85 milioni già disponibili).

I correlati
Non di soli vaccini ingrassa l’industria farmaceutica. La “Virus SpA” infatti fattura parecchio anche dai correlati come prodotti igienizzanti (+50% di vendite per i gel disinfettanti ad ottobre in Italia secondo la Nielsen). Gli americani, calcola l'istituto di ricerca Minter, spenderanno quest'anno 3,6 milioni di dollari in più per difendersi dall'influenza A con una originale e personalissima forma di prevenzione fai-da-te. Gli oggetti del desiderio sono in particolare le mascherine per la protezione di naso e bocca (la 3M in tre mesi ne ha vendute per 100 milioni, facendo lavorare i suoi impianti 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana), gli sciroppi per prevenire tosse e raffreddore e i disinfettanti in tutte le loro declinazioni: le vendite di Clorox, l'amuchina a stelle e strisce, sono decollate facendo volare gli utili del gruppo.

Fonte: La Repubblica

  • shares
  • +1
  • Mail