Contestazione multe, il ricorso sarà a pagamento

Contestazione multe Quel che è certo è che non sarà più gratis. Con il nuovo anno infatti presentare ricorso al giudice di pace per la contestazione di una multa sarà equiparato agli altri procedimenti giudiziari. Si dovranno pertanto pagare 30 euro di contributo unificato (che sale a 70 euro per i processi di valore superiore a 1.100 euro e fino a 5.200 euro). Non è finita qui. Il ricorrente, infatti, all'atto del deposito del ricorso, dovrà pagare anche 8 euro di spese forfetizzate (diritti e spese di notifica). Insomma, 38 euro, come una multa per divieto di sosta.
La norma è attualmente allo studio della Camera e, nel caso dovesse passare, entrerebbe in vigore a partire dal 1° gennaio, senza riguardare i ricorsi al Prefetto (che però, lo ricordiamo, comportano il raddoppio della sanzione in caso di esito negativo).

Obiettivi
Inutile dire che la manovra si propone un duplice obiettivo, da un lato quello di recuperare un po' delle spese giudiziarie che ogni ricorso comporta (spese amministrative e di cancelleria, stipendi di cancellieri e impiegati e onorari dei giudici); dall'altro arginare il contenzioso, arrivato, in molti casi, a livelli difficilmente gestibili.

Cosa dice la legge?
Nel lontano 1993 il "Nuovo codice della strada" prevedeva che al momento della presentazione del ricorso al giudice di pace si dovesse depositare in cancelleria una cauzione pari alla "metà del massimo edittale" della multa (all'incirca il doppio della sanzione), somma che sarebbe stata restituita al ricorrente solo in caso di accoglimento del ricorso. Questa normativa rimase in vigore fino al 2004, anno in cui la Corte costituzionale cancellò la norma. La cauzione infatti non solo violava il diritto di difesa del ricorrente, stando alla sentenza della Corte, ma era "irragionevole in rapporto alle caratteristiche del procedimento, improntato a gratuità e massima semplificazione per le parti".

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