Ecocrimine, una truffa “carbonica” da 5 miliardi

Eco crimini Soldi al vento è il caso di dirlo. Il crimine organizzato sembra corteggiare ormai da tempo il business ambientale, ne è una riprova la recente scoperta dell'Europol.
Si tratta a tutti gli effetti di un’enorme frode ha colpito negli ultimi 18 mesi il mercato europeo dei diritti di emissione.

La truffa in soldoni
L’ecomafia avrebbe agito sul “Cap and trade”, ossia sui tetti stabiliti per legge alle emissioni di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra. Chi si ferma sotto il tetto vende i diritti di emissione che gli avanzano a chi sfora il tetto. Gli scambi avvengono in Borsa. Gli ecocriminali dell’anidride carbonica acquistavano fuori dall’Unione Europea diritti di emissione esenti dall’Iva, e poi li rivendevano all’interno dell’Unione Europea ad un prezzo comprensivo di Iva. Ma anzichè versare al fisco l’Iva stessa, la trattenevano in tasca.

Il “buco” del fisco
Stando alle rilevazioni Europol (l’ufficio europeo di polizia. Si occupa di intelligence a livello europeo in ambito criminale) il fisco di vari Paesi avrebbe perso complessivamente 5 miliardi di euro, e il 90% del commercio dei diritti di emissioni sarebbe legato ad attività illecite.

Sebbene alcuni paesi europei abbiano già preso delle contromisure, l'Italia non è tra questi. Francia, Olanda, Inghilterra e Spagna avrebbero infatti recentemente modificato le loro leggi relative alla tassazione della compravendita di quote di emissione, e gli scambi sono diminuiti del 90%.

Finora si è molto parlato, ad esempio, di chi distrugge l’ambiente lucrando sui rifiuti. Arricchirsi fraudolentemente grazie alle leggi che dovrebbero proteggere dall’effetto serra è una novità, mi pare. E io ve la segnalo.

Dettagli nebulosi
Sarebbero ancora pochi e vaghi i dettagli rivelati da Europol sulla truffa. Il suo comunicato stampa dice comunque che le attività sospette sul mercato dei diritti di emissione hanno cominciato ad essere notate nel 2008, quando si verificò un aumento senza precedenti del volume degli scambi. Il massimo si è raggiunto nel marzo di quest’anno.

Leggi l'articolo

  • shares
  • +1
  • Mail