L'Italia dei pignoramenti

Crisi e pignoramenti Una cometa dalla coda lunghissima quella della crisi economica iniziata con il crack di Lehman Brothers. Sebbene gli effetti si stiano lentamente estinguendo per banche ed assicurazioni, su molte famiglie pesa ancora una gravosa eredità. Lo dimostra il boom di pignoramenti e vendite all’asta.
A delineare il preoccupante scenario Adusbef e Federconsumatori, secondo cui nonostante il costo del denaro e l’Euribor (il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali e per i mutui a tasso variabile) siano ai minimi storici, l’allarme sulle insolvenze riguarderebbe sempre più famiglie italiane.

Mattone sempre più pesante
Il pagamento del mutuo, ribadiscono le associazioni, assorbirebbe in media il 33 per cento del reddito familiare: ciò vuol dire che basta una cassa integrazione o qualche mese di stipendio saltato per gettare nel panico i bilanci di chi si e’ comperato una casa “a rate”. Non si rispettano le scadenze, il debito non si salda, la casa va persa: un vero incubo che ora sempre più spesso diventa realtà per almeno 350 mila famiglie, in un rischio reale di insolvenza.

Il boom dei pignoramenti
Sarebbero cresciuti e non di poco pignoramenti ed esecuzioni nel 2009 secondo i dati raccolti nei maggiori tribunali italiani.
L’incremento si attesta intorno al 15,2 %, che, sommato agli ultimi due anni (+23% nel 2007, +22,3 nel 2008), ammonta al 60,5 % nel triennio 2007/2009 per un totale di 130mila case all’asta.
Le stime preoccupanti elaborate da Adusbef e Federconsumatori sui pignoramenti e sulle vendite all’asta trovano conferma nel report ufficiale della Banca d’Italia, secondo cui il flusso di nuove sofferenze per le famiglie sui mutui, rettificate in rapporto ai prestiti, e’ salito nel terzo trimestre del 2009 a quota 1,5% contro lo 0,9% dello stesso periodo del 2008.

Concordato preventivo
A cadere sotto la stretta creditizia anche le imprese, per le quali sarebbero aumentate le domande di concordato preventivo. Tra luglio e settembre di quest'anno, secondo il Cerved, i fallimenti sarebbero aumentati del 40 per cento e le aziende che hanno fatto ricorso al concordato preventivo è salito del 70 per cento.

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