La neve ghiaccia l'economia

Ghiacco nevicata nord italiaNeve, neve e ancora neve. La coltre bianca che ha coperto buona parte del nord Italia – per altro in maniera ampiamente annunciata – non solo ha sommerso automobili, motorini e biciclette, ma, insieme ai marciapiede, ha congelato anche l'economia italiana, in un periodo che, con il Natale alle porte, risulta spesso decisivo per le casse di piccoli e medi esercizi.

300 milioni in 20 centimetri
Secondo la Camera di Commercio di Monza e Brianza, che ha raccolto ed elaborato dati provenienti dal registro imprese, Aci, Istat, Ministero dei Trasporti e Digicamere, i 20 centimetri di manto nevoso hanno mandato in fumo circa 300 milioni di euro, bruciandoli, qui e là, in tutte le zone settentrionali del Paese.

Milano va in bianco
Capitale economica d'Italia, città con aspirazioni da grande metropoli europea, prossima sede dell'Expo, Milano ha dovuto piegarsi innanzi al clima, tema che (tu guarda il destino!) sarà al centro della grande manifestazione del 2015. Nel solo capoluogo lombardo, la giornata in stile "Cortina" è costata 70 milioni di euro. A incidere pesantemente sulle perdite, oltre alle mancate vendite degli esercizi commerciali, sarebbe stato lo spreco di carburante, consumato a profusione in un ingorgo di fattezze dantesche sviluppatosi fin dalla caduta dei primi fiocchi. E dire che il vice-sicando De Corato, conscio delle previsioni meteo, aveva invitato i cittadini a lasciare a casa l'auto nella giornata di ieri. Già, ma chi abita nell'hinterland, stante la situazione del trasporto pubblico, come avrebbe potuto raggiungere Milano altrimenti? Insomma, nello scaricabarile tra cittadini e amministrazione, se si vuole cercare una colpa – nel caso ci sia – bisogna pesare bene le rispettive responsabilità.

Perdite a pioggia su tutto il Nord
Se Milano piange, il resto del Settentrione non ride. In base a quanto affermato dalla Camera di Commercio brianzola, infatti, nella provincia di Monza e Brianza si sono bruciati 11 milioni di euro, mentre Veneto e Piemonte hanno dovuto rinunciare, rispettivamente, a 75 e 60 milioni di euro.

Quanti dubbi!
Anno 2009, quasi 2010: cronaca di una nevicata abbondantemente annunciata, Italia, Europa. Leggendo il resoconto del giorno dopo, sorge spontaneo chiedersi: quanto spreco si sarebbe potuto evitare? E, soprattutto, si è trattato di un fatto eccezionale incontrastabile e inevitabile, oppure ci sono delle responsabilità? Infine, nel caso vi siano, di chi sono?

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