Pensioni: il posto di lavoro non si lascia e si lavora di più

Lo dicono i numeri resi noti dall’Agenzia delle Entrate: nel 2009 le pensioni di anzianità (quelle anticipate rispetto ai limiti di età,) si sono ridotte del 53% rispetto al 2008. Sempre più italiani aspettano i 65 anni, nel caso degli uomini, e i 60 anni, nel caso delle donne, per lasciare il lavoro.

Pensioni di anzianità
Se nel 2008 infatti i trattamenti anticipati erogati dall'Inps furono 196.522 nei primi 11 mesi dell’anno del 2009 i trattamenti sono scesi del 53% registrando 91.925.
L’Inps chiuderà pertanto l’anno con un avanzo che il presidente Antonio Mastrapasqua valuta tra i 6 e i 7 miliardi di euro.
Sono soprattutto i lavoratori dipendenti ad aver rinviato il pensionamento: l’Inps ha infatti erogato 52.132 nuovi assegni contro i 120.626 che erano stati concessi nel 2008. Mastrapasqua spiega il fenomeno come il risultato delle riforme previdenziali introdotte ne nostro Paese e dichiara che le persone tendono a essere più disponibili a lavorare più a lungo per via della crisi economica che ingenera insicurezza: chi ha un’occupazione se la tiene stretta e rinvia il momento del pensionamento.

Pensioni di vecchiaia
Di contro sono cresciute nei primi 11 mesi dell'anno le pensioni di vecchiaia (65 anni per gli uomini, 60 per le donne), anche se in numero inferiore rispetto alle previsioni. Nei primi 11 mesi di quest'anno i lavoratori privati andati in pensione per limiti di età sono stati 152.546, in aumento del 63,1% rispetto ai 93.512 dell'intero 2008, ma in forte calo rispetto ai 210.940 previsti. Nel 2009 quindi, anche a causa dell'inasprimento dei criteri per la pensione anticipata, si è rimasti al lavoro più a lungo, andando a riposo in media oltre i 60 anni.

Una nuova finestra per 58enni
Nonostante le regole per il pensionamento anticipato si sono inasprite (da 58 a 59 anni con quota 95 tra età e contributi), da gennaio 2010 chi ha 58 anni con almeno alle spalle 35 anni di contributi potrà andare in pensione. In particolare potranno andare in pensione i lavoratori dipendenti nati entro il 30 giugno 1951 che hanno cominciato a lavorare prima del luglio del 1974 (e hanno quindi almeno 35 anni di contributi).

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