
Dopo tanto soffiare sul fuoco, spinti dalla grancassa del sistema mediatico, si è infine giunti al momento del dunque: al tempo della paura succede quello dei conti e l’Europa rischia di ritrovarsi non solo cornuta e spaventata, ma anche mazziata e raggirata. Nel bel mezzo del periodo indicato da stregoni ed esperti come culmine della paventata pandemia d’influenza H1N1, gli Stati Europei sono costretti ad aprire gli armadietti stipati di dosi di vaccino nei mesi scorsi. Che fare dei milioni di dosi in eccesso acquistate in gran fretta e rapidamente dimenticate inutilizzate?
L’Italia è ancora indecisa
All’epoca dell’allarme, l’Italia firmò un accordo con Novartis, azienda farmaceutica produttrice del vaccino, per l’acquisto di 24 milioni di dosi a un costo di circa 184 milioni di euro. Evidentemente, però, i cittadini italiani non hanno creduto troppo nelle sirene allarmistiche, se è vero che, fino ad adesso, sono state somministrate solo 850.000 dosi di antidoto. Essendo assai improbabile che negli ultimi giorni della campagna di vaccinazione vengano utilizzate le 23 milioni e spiccioli dosi rimanenti, sorge spontaneo domandarsi a quale utilizzo verranno indirizzate le riserve in eccesso. Con l’abilità di uno struzzo, al ministero della Salute italiano hanno nascosto la testa sotto la sabbia, affermando che, per ora, è improprio parlare di riserve in eccesso, poiché il periodo di vaccinazioni (che si protrarrà fino a febbraio) deve ancora terminare. Solo a campagna di vaccinazioni conclusa, dunque, sarà lecito prendere una decisione sulle “eventuali” scorte inutilizzate di vaccino.
Francia e Germania
In Francia e in Germania la vicenda sta invece prendendo una piega diversa da quella assunta nel BelPaese. Oltralpe, dove vennero comprate dallo Stato circa 89 milioni di dosi, il governo sta ora cercando di venderne alcuni milioni a prezzo di saldo. Secondo indiscrezioni giornalistiche, i francesi avrebbero già venduto 300.000 dosi al Qatar e sarebbero in procinto di piazzarne altri 2 milioni sulle rive del Nilo. La stessa Germania – che con efficienza teutonica, quando si diceva che fossero necessarie due dosi a persona, aveva acquistato 50 milioni di dosi – sta ora pensando di sistemare sul mercato oltre 2 milioni di dosi. In uguale disposizione, a quanto si dice, sarebbero Spagna e Svizzera.
h0n0
08 gen 2010 - 10:59 - #1adesso molti capiranno la potenza di un’informazione deviata dei cittadini da parte di chi ha interessi enormi sui vaccini….
libardi
08 gen 2010 - 11:07 - #2Questa è stata una truffa organizzata ai danni di tutti; programmata anche sul fallimento avvenuto. Infatto nessuno potra accusae la casa farmaceutica per aver prodotto il vaccino, così come nessuno potrà accusare il politico che in buona fede ha acquistato il vaccino. Le case farmeceutiche hanno rubato; vediamo almeno di ricordarcelo la prossima volta o quando si dovrà fare una legge a favore di queste.
VENTURE CAPITAL ITALIA
08 gen 2010 - 14:45 - #3.
non si può accusare i governi per essere stati, una volta tanto, tempestivi e previdenti
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con i virus non c’è niente di sicuro, la diffusione è stata minore ma poteva essere peggio
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e allora, cosa dire dell’inghilterra ha prodotto 90 milioni di vaccini su una popolazione di 60 milioni?
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il fatto che siano avanzate tante dosi è un colpo di fortuna, perché, da un lato, vuol dire che l’influenza A ha colpito meno del previsto, dall’altro, si ha la possibilità di vaccinare molte persone in paesi che non avevano i mezzi per farlo o non erano “prioritari” per le case farmaceutiche, evitando che focolai di infezione possano nascere altrove e poi trasferirsi anche da noi il prossimo inverno
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della serie “non tutto il male viene per nuocere”
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che poi i produttori ne abbiano approfittato un pò… beh, siamo in un sistema capitalistico, che ha vantaggi e svantaggi, ma funziona così, anche per il petrolio, la benzina, ecc.
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Carneade 2
08 gen 2010 - 17:10 - #4Ulteriore dimostrazione che i politici hanno in realta’ uno spazio di manovra molto limitato. Il mondo e’ mosso da quelli che hanno immensi capitali per pilotare l’informazione, le organizzazioni mondiali (della sanita’ in questo caso) e perfino rovesciare i governi, ove questi non collaborino.