Se ne era già parlato abbondantemente nei giorni scorsi, quando l’Istat aveva reso noti i dati preliminari a riguardo, ma ora se ne ha la conferma: nel 2009, in Italia, l’inflazione è stata solo dello 0,8%, facendo segnare il tasso più basso degli ultimi 50 anni.
Come corrono i treni!
Con le nuove statistiche, più complete e dettagliate, si riesce però a dare uno sguardo maggiormente approfondito su cosa è costato di più ai consumatori italiani. I tecnici dell’Istat, per esempio, sottolineano come nell’ultimo mese dell’anno siano rincarati in modo consistente i prezzi dei biglietti dei treni e delle assicurazioni. Sulle strade ferrate, a dicembre, i prezzi si sono alzati del 6,3% rispetto a novembre e ben dell’11,9% in confronto a dicembre 2008. Dal canto loro, le polizze assicurative, nel complesso, sono rincarate dello 0,7% rispetto a novembre e del 5,4% rispetto a dicembre 2008.
A Trieste gli aumenti più alti
Se si guarda alle città capoluogo di regione, si scopre che i consumatori più sfortunati sono stati quelli di Trieste, dove il tasso d’inflazione è stato pari al +2,6%. Aumenti consistenti si sono registrati anche a Napoli (+2,4%) e Reggio Calabria (+2%). Non è cambiato granché, invece, per i cittadini di Bologna (inflazione nulla), Bari (+0,2%), Venezia e Milano (entrambe +0,4%).
Contrariate le associazioni dei consumatori
Anche se i dati non sono drammatici, le associazioni dei consumatori esprimono preoccupazione, facendo notare che, comunque, un tasso d’inflazione dello 0,8% corrisponde a un aggravio di 240 euro annui a famiglia. Per i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lanutti, l’inflazione, seppur bassa, è ”in piena contraddizione con le più elementari regole di mercato” vista ”la fortissima contrazione dei consumi” registrata lo scorso anno e ”la forte riduzione dei costi all’origine”.
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