Economia libera? Non troppo!

La mattina, quando aprite gli occhi su una nuova giornata, vi sentite liberi? E quanto liberi? Moderatamente liberi o immensamente liberi? Secondo una ricerca condotta dall’Heritage Foundation e dal Wall Street Journal, almeno in fatto di libertà economica, in Italia non ce la passiamo troppo bene.

Italia a libertà (economica) condizionata
In base all’indice messo a punto per l’analisi, l’economia italiana risulta libera al 62,7%. Il dato, per un verso positivo (migliore dell’1,3% rispetto allo scorso anno), è, da un altro verso, estremamente sconsolate, visto che non vale al nostro Paese altro che il 74esimo posto nella classifica mondiale.

Troppe tasse e corruzione nello Stivale
Se il miglioramento rispetto all’anno passato (equivalente a una scalata di due posizioni nella graduatoria globale) riflette, secondo i ricercatori, modesti passi avanti nella libertà di scambio e nella libertà di investimento, complessivamente il nostro sistema economico risulta zavorrato “da una gestione inefficiente delle finanze pubbliche, una corruzione diffusa e un elevato carico fiscale".

L’indice della libertà economica
L'Indice della libertà economica consiste di dieci indicatori, che vengono calcolati annualmente per 179 Paesi. A primeggiare, nel 2010, sono quattro Paesi asiatici e dell’Oceano Pacifico: Hong Kong, Singapore, Australia e Nuova Zelanda. La recente crisi economica, che ha obbligato i governi a intervenire maggiormente in campo economico, ha invece spinto altri grandi protagonisti dell’economia mondiale a fare qualche passo indietro: il Regno Unito (con un tasso di libertà del 76,5%) è undicesimo, mentre gli Stati Uniti galleggiano attorno all’ottava posizione.

La situazione europea
In Europa, l’Irlanda è il Paese più libero (81,3%), nonché il quinto generale, mentre tutte le altre nazioni – con distacchi più o meno ampi – trovano posto davanti all’Italia. Dietro di noi, del consesso europeo, rimane solo la Bulgaria, 75esima con il 62,5%.

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