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Diventeremo tutti dipendenti da gioco?

Pubblicato: martedì 26 gennaio 2010 da matteo

Se ne è parlato nelle scorse settimane (anche in questo blog): in un 2009 di crisi, gli italiani hanno aumentato le spese per giochi e concorsi a premio. L’economia va giù… e i giochi crescono! Il meccanismo – se ci si pensa bene – non stupisce (di fronte alle difficoltà, a volte è più facile cercare riparo nella fortuna), ma allarma… almeno a detta di Paola Vinciguerra, presidente dell’Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico.

Una pericolosa sottovalutazione
La psicologa, basandosi anche su un sondaggio condotto sul sito web della sua associazione, ha manifestato tutta la propria preoccupazione per come gli italiani stanno rispondendo al proliferare di giochi a premio. Alle domande poste da www.eurodap.it, infatti, il 60% delle 400 persone che ha partecipato alla consultazione ha definito Win for Life un semplice gioco; il 30% lo ha descritto addirittura come eccitante, mentre solo il 10% ha riscontrato nel nuovo gioco indizi di pericolosità. Secondo la Vinciguerra, il dato merita profonda riflessione, perché evidenzia come gli italiani non siano consapevoli che: «Le persone che giocano ai giochi d’azzardo come Poker on line, Win for Life o altri, sperando di risolvere i loro problemi economici rincorrendo all’illusione della vincita, rischiano la salute mentale, sviluppando dipendenza e mettendo in atto comportamenti ossessivo-compulsivi».

Win for life… la trappola vestita da buona sorte
La psicologa punta l’indice, in particolare, contro Win for Life, l’ultimo arrivato in casa Sisal. La cifra relativamente contenuta che si può “guadagnare”, secondo l’esperta, creerebbe illusioni riguardo la facilità della vincita, aprendo pericolosi spazi a una possibile dipendenza da gioco. «La tipologia di Win for Life istiga al gioco in quanto il fatto che la vincita massima sia di 4 mila Euro al mese dà la sensazione che sia facilmente raggiungibile – sono le parole della Vinciguerra. – Tutto questo porterà ben presto alla possibilità di avere un aumento della dipendenza dal gioco d’azzardo su larga scala». Che futuro si para davanti agli italiani? Un domani da drogati di gioco?

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