Nel 2010... le tasse passeranno più lentamente

Lavora, lavora e lavora, alla fine viene il giorno in cui ci si libera delle tasse e si inizia a guadagnare per se stessi. Il problema è che, come attesta uno studio condotto congiuntamente dal Corriere della Sera e dalla Cgia di Mestre, la fatidica data, nel 2010, si sposterà in avanti di un giorno rispetto al 2009.

173 giorni in tasse

Mediamente, in quest’anno appena iniziato, i contribuenti italiani vivranno il loro giorno di gloria il 23 giugno, dopo 173 di giornate piene di lavoro buone per pagare la tasse. Il dato fa ancora più impressione se lo si legge in altra maniera: pensando in termini di ore, infatti, gli italiani lavoreranno 4 ore al giorno esclusivamente per mettersi in regola con l’Agenzia delle Entrate.

Peggio solo nel 2000
L’indagine, che per la prima volta venne condotta nell’ormai lontano 1990, disegna un quadro diacronico scoraggiante. Secondo i dati raccolti, infatti, in questi venti anni di storia recente, solo nel 2000 era andata peggio. Il peggioramento della situazione – non essendo intercorse sostanziali modifiche al sistema di tassazione – è in buona misura attribuibile alla progressività delle imposte sui redditi. Nel 2009, la retribuzione è salita del 3,1%, ma è cresciuta anche l’incidenza dell’Irpef, visto che gli aumenti in busta paga vengono tassati tutti con l’aliquota marginale, la più elevata (il 27% per l’operaio, il 38% per l’impiegato), conducendo a un incremento dell’aliquota media: dal 24,3% al 24,9% per l'impiegato, dall’11,2% all’11,8% per l’operaio. In questa situazione – stante l’assenza di un rimaneggiamento dell’Irpef che aggiorni i diversi scaglioni tenendo conto dell’inflazione – è inevitabile che gli italiani siano costretti a lavorare un giorno in più, prima di iniziare a mettersi in tasca qualche euro.

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